Il crimine di solidarietà

di Cristina Quintavalla

Se Rodari fosse ancora vivo riscriverebbe le sue fiabe all’incontrario. Le originali aiutavano i nostri figli e nipoti a vedere il mondo da un altro punto di vista, rovesciato, a rompere gli schemi, le narrazioni dominanti e consolidate. L’incontrario era apertura al diverso, all’insolito, libero pensiero e libera fantasia, in cui ci fosse posto per tutti e tutte, belli/brutti, capaci/incapaci, poveri/ricchi bianchi/neri, normali e strani, palestinesi ed ebrei.  

Oggi invece l’incontrario è il mondo visto dall’élite della civiltà e della razza più alta, delle classi resesi egemoni con la forza, con la corruzione, con l’intrigo, della religione universale (quella del rosario di Salvini e dell’omelia a Berlusconi, che era “…un uomo amante della vita”!!!), della famiglia naturale (pedofili e stupratori, ma pur sempre con una regolare famiglia).

È l’élite rabbiosa, furiosa e violenta nei confronti di coloro che sono diversi, la pensano in modo diverso, si battono per un’altra società, quella prefigurazione di un altro mondo, di cui in qualche modo la Flotilla fu metafora.

È l’ideologia elitaria che si nutre dell’inimicizia tra gli esseri umani, al fine di utilizzare “la miseria per perpetuare la miseria e l’uomo contro l’uomo (grande Calvino!).

Nel loro mondo all’incontrario c’è sempre un nemico: dopo averlo combattuto nella razza ebraica e slava e africana, oggi gli ebrei sionisti ci piacciono, ci piace la loro cattiveria, il modo in cui sparano su un bambino, li armiamo, ci opponiamo alle sanzioni contro il genocidio, non abbiamo alcuna intenzione di arrestare Netanyahu sul suolo italiano. Le disposizioni della Corte penale di giustizia? Je m’en fous. Mai derogare al razzismo, però: oggi il nuovo nemico sono gli islamici, e certo, costante mai messa in discussione, gli africani, soprattutto quelli molto neri. Tranne i libici, dopo la morte di Gheddafi però, e le petro-monarchie, per carità.

Nel loro mondo all’incontrario la Flotilla ha fatto “una crociera”, i volontari sbattuti faccia a terra con i polsi legati e detenuti in carcere erano facinorosi pagati da Hamas, che hanno violato addirittura un blocco legittimo(vai a vedere cosa dice la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sul blocco dell’esercito israeliano, armi in pugno, in acque territoriali palestinesi…).

Se la Flotilla ha fatto un’escursione turistica, coloro che occupano porti, autostrade, ferrovie, per contrastare il supporto logistico e commerciale al genocidio palestinese, i milioni di persone che hanno manifestato solidarietà e si sono mobilitati, riempiendo le piazze e le strade al grido: “Gaza brucia. Blocchiamo tutto”, sono dei “criminali”.

Nel loro mondo non è Netanyahu il criminale, ma quei 21 “scappati di casa” che a Parma l’1 ottobre hanno compiuto “atti criminali”, perché hanno fatto un presidio pacifico in stazione.

E sempre nel loro mondo è legalità non rispettare le Convenzioni ONU, le disposizioni della Corte internazionale di giustizia, della Corte penale di giustizia. È legale che la Santanchè abbia incassato la Cassa integrazione di lavoratori, in realtà costretti a lavorare nella sua azienda in nero. Che Crosetto sia ministro della Difesa, dopo essere stato dirigente e consulente delle grandi lobby produttrici ed esportatrici di armi, che ci si liberi alfine della Magistratura, che “…sono plotoni di esecuzione».

È un mondo a rovescio. Il disagio giovanile va risolto militarizzando le scuole, con pattugliamento delle forze dell’ordine e dislocazione di telecamere davanti agli edifici, e la prevenzione della violenza giovanile deve avvenire con strumenti di polizia, estensibili sino a ragazzi di 12 anni. 

Chi invoca approcci educativi, sociali, preventivi attenta alla sicurezza dei cittadini.

Nel mondo a rovescio la sicurezza si fonda sull’idea che gli esseri umani si pongano tra loro come una minaccia reciproca. E dunque che la solidarietà sia un reato. 

Nel mondo al rovescio di Rodari invece:“… chi sta zitto non dice niente, … chi sta fermo non cammina, … chi va lontano non s’avvicina, … chi si siede non sta ritto, … chi va storto non va dritto, … e chi non parte, in verità, … in nessun posto arriverà”.