Non un passo indietro. Sabato 30 maggio un nuovo corteo per la Palestina a Parma

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Sabato 30 Maggio, alle ore 16, da piazzale Picelli, a Parma, corteo cittadino contro il genocidio e per denunciare i complici di Israele che fanno da scorta politica e mediatica. Corteo contro le aggressioni sioni-imperialiste e contro le politiche del riarmo e della guerra che alcuni stati, insieme alla Commissione europea, continuano a propagandare. Corteo a fianco dei popoli palestinese, libanese e iraniano. Corteo solidale con la Global Sumud Flotilla. Corteo a fianco degli indagati (39 a Parma) per dire che la solidarietà non si indaga e non si processa. Corteo per la libertà e la democrazia contro ogni tipo di repressione. Corteo per dire che non arretriamo di un passo e che saremo fermi sui nostri principi di giustizia e libertà. Siamo tutti colpevoli di Palestina.

“Ricordiamo la Nakba”: sala piena a Parma per l’iniziativa sulla Palestina. Presentato anche l’opuscolo sulla Brigata ebraica

La redazione

(Fotografia di Simona Spaggiari).

Venerdì 15 maggio la sala del Circolo Aquila Longhi di Parma era gremita. Oltre un centinaio di persone hanno partecipato all’iniziativa “Ricordiamo la Nakba del popolo palestinese”, promossa dalla Comunità palestinese e dai collettivi solidali cittadini, in una serata che ha intrecciato memoria storica, attualità politica e solidarietà internazionalista. Al centro dell’incontro, il ricordo della Nakba del 1948 – la “catastrofe” che per il popolo palestinese coincide con l’espulsione di centinaia di migliaia di persone dalle proprie terre e con la nascita dello Stato di Israele – ma anche la presentazione dell’opuscolo Liberatori o colonizzatori? La Brigata ebraica tra la Seconda guerra mondiale e la pulizia etnica in Palestina, curato dalla Comunità palestinese di Parma.

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Domani 23 maggio nuovo presidio a Parma di solidarietà alla Palestina, alla Flotilla e ai 39 denunciati

da Comunità palestinese di Parma e Coordinamento cittadino per la Palestina

Da Israele arrivano immagini di violenze e torture ai membri della Flotilla fermati illegalmente in acque internazionali. Questo avviene mentre a Gaza e in Cisgiordania continuano le stragi quotidiane con l’obiettivo dichiarato di espellere ogni palestinese e il governo di Tel Aviv approva la pena di morte su base etnica. Anche se in silenzio, il genocidio continua.

Le reazioni del governo italiano di fronte a questi atti sono solo di facciata. Si critica a parole l’operato israeliano ma non si mettono in discussione i rapporti politici, economici e militari e in tutta Italia si cerca di intimidire e crminalizzare chi scende in piazza al fianco del popolo palestinese. Solo a Parma sono state notificate 39 denunce.
Invitiamo tutti a mobilitarsi, facciamogli vedere che l’israelizzazione della nostra città non passerà.

Un incontro sulla Palestina per la rassegna Stati di crisi dell’Isrec di Parma

dall’Isrec di Parma

Prosegue la rassegna “Stati di crisi – Mondovisioni”, ciclo di incontri promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma ETS dedicato ai temi dell’attualità e della geopolitica attraverso il cinema del reale e il confronto pubblico. Il quarto appuntamento, in programma il 15 e 16 maggio, sarà dedicato alla Striscia di Gaza e alla Palestina.

La rassegna, realizzata in collaborazione con CineAgenzia, Internazionale, Università di Parma e CAPAS, propone un percorso di approfondimento sulle complessità del presente attraverso documentari della rassegna Mondovisioni 2025-2026.

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Venerdì 15 maggio Parma ricorda la Nakba del popolo palestinese

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Oggi, venerdì 15 maggio, alle ore 18.30, in piazzale Inzani a Parma, si terrà l’iniziativa “Ricordiamo la Nakba del popolo palestinese”, promossa dalla Comunità palestinese e dai collettivi solidali. L’incontro sarà dedicato alla memoria della Nakba del 1948, attraverso testimonianze, momenti di approfondimento storico e la presentazione dell’opuscolo “Liberatori o colonizzatori? La Brigata ebraica tra la Seconda guerra mondiale e la pulizia etnica in Palestina”, già distribuito durante la manifestazione del 25 aprile. Si tratta di un’occasione di confronto pubblico e solidarietà con il popolo palestinese e con i denunciati per le mobilitazioni avvenute l’anno passato. In caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà presso il Circolo Aquila Longhi di vicolo Santa Maria [n.d.r.]

Durante la primavera del 1948 la Palestina fu teatro di una profonda e terribile operazione di pulizia etnica della popolazione palestinese, che vide la distruzione di 500 villaggi, la creazione di 750.000 profughi e lo radicamento forzato di centinaia di comunità dalla loro terra.

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Priamo Bocchi sostiene l’inclusione?! Gli assurdi tentativi di “sterilizzare” il 25 aprile

di Emanuele Leonardi

La contestazione allo striscione della Brigata ebraica filosionista a Parma del 25 aprile 2025 (foto di parmatoday.it).

Voladora ha già dedicato attenzione alla vicenda dell’avviso di fine indagine recapitato a 18 militanti della sinistra parmigiana per i fatti del 25 Aprile 2025, pubblicando un importante comunicato della Comunità Palestinese, del Fronte della Gioventù Comunista e di Potere al Popolo.

Su quel piano, non ho nulla da aggiungere: mi limito alla condivisione piena. Vorrei però dedicare una riflessione al peculiare contesto politico in cui si situano i fatti in questione. In particolare, partirei dalle parole che Priamo Bocchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha rilasciato alla “Gazzetta di Parma” (venerdì 8 maggio): “Nessuno dovrebbe sentirsi escluso da uno spazio pubblico per la propria identità o per le proprie idee”.

A prima vista, si tratta di un ragionamento condivisibile – pure troppo, forse: sembra quasi un manifesto di inclusività “woke”, infarcito di quella tolleranza da mollaccioni che certo farebbe storcere il naso allo smemorato ministro Valditara.

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Il 25 aprile è inconciliabile con chi sostiene il genocidio del popolo palestinese

da Comunità palestinese di Parma, Fronte della Gioventù Comunista – Parma, Potere al Popolo – Parma

Diverse persone sono state raggiunte da un avviso di fine indagini per la contestazione alla Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile dell’anno scorso. Queste notifiche non ci stupiscono troppo; dopo le 21 denunce arrivate dopo le mobilitazioni per la Flotilla, sono la prova di un atteggiamento repressivo a livello nazionale verso chiunque osi mettere in discussione l’operato del governo italiano o dei suoi alleati, tra cui Israele. Se solo a Parma vengono aperti 40 procedimenti per chi lotta contro un genocidio significa che ci attendono tempi bui.

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Ancora a fianco della Global Sumud Flotilla! L’equipaggio di terra è compatto e difende i suoi marinai

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Oggi [venerdì 30 aprile, ndr] più di 500 persone nella nostra città hanno partecipato al presidio convocato d’urgenza a favore della Global Sumud Flotilla, che nel corso della notte scorsa è stata attaccata dall’esercito israeliano in acque internazionali a circa 1000 kilometri da Gaza.

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10 mila persone al corteo del 25 aprile a Parma contro la guerra, l’imperialismo e il riarmo

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Il 25 aprile più di 10.000 persone sono scese in piazza nella nostra città per ricordare la lotta di Liberazione e gli ideali di giustizia, pace e libertà che l’hanno animata, oltre al sacrificio individuale di chi ne ha fatto parte, mettendo da parte le proprie comodità per lottare contro il fascismo e la sua visione del mondo becera, razzista ed escludente.

Una marea umana, determinata e coesa, che in maniera del tutto coerente, ancora una volta, ha ribadito la propria contrarietà alle politiche del governo Meloni, che intendono soffocare la società e i suoi desideri attraverso politiche fortemente autoritarie e reazionarie e la repressione del dissenso, comunque esso si manifesti.

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Il 25 aprile è un giorno di lotta: fermiamo il genocidio, fermiamo la spirale bellica

di Comunità palestinese di Parma e solidali

Murales di Laika (Roma, 2024).

Crediamo fermamente che il 25 Aprile sia un giorno di lotta. Il giorno in cui è giusto ricordare i sacrifici che il popolo italiano e i suoi partigiani hanno sofferto per la Liberazione. Il giorno in cui raccogliere la bandiera dei partigiani e continuare a combattere nel nostro tempo le stesse battaglie per cui loro combatterono allora. Per questo invitiamo tutti coloro che tra settembre e ottobre sono scesi in piazza per la Palestina, tutti coloro che hanno bocciato con convinzione il governo al referendum, a scendere in piazza in uno spezzone unitario e di classe contro le politiche di riarmo del governo, per la pace e a fianco del popolo palestinese.

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