Oltre i due calci nel sedere… Per un dibattito pubblico sul disagio giovanile a Parma

di Stefano Manici

In questo periodo il tema delle cosiddette baby gang rimbalza sulle prime pagine dei giornali cittadini ed è oggetto di interesse dei social network, attraverso una narrazione oscillante tra la cronaca nera e i toni da denuncia. In qualità di educatori, insegnanti, pedagogisti, psicologi, addetti ai lavori del terzo settore, artisti e tutte le persone che lavorano a contatto con il mondo giovanile in progetti educativi, tutti coloro che si sentono far parte della cosiddetta “comunità educante”, ci sentiamo di esprimere anche noi un pensiero in merito, senza avere la pretesa di essere esaustivi e soprattutto giudicanti di un fenomeno che meriterebbe un’analisi molto più ampia. Continue reading “Oltre i due calci nel sedere… Per un dibattito pubblico sul disagio giovanile a Parma”

Tanzi e la Parmalat, storia di un paradosso

di Marco Severo

C’è una cosa che forse nessuno ha mai detto a proposito di Calisto Tanzi, morto il primo gennaio scorso all’età di 83 anni. E visto che potrebbe essere la prima volta, meglio essere cauti e porla in forma di dubbio, di ipotesi, così da non allarmare i colpevolisti, i complottisti, il popolo-del-no e i terrapiattisti. E se Calisto Tanzi oltre che mandarla in bancarotta l’avesse anche salvata, la Parmalat? Continue reading “Tanzi e la Parmalat, storia di un paradosso”

No alle delocalizzazioni, dalla parte dei lavoratori (VIDEO)

di Cristina Quintavalla

Un momento dell’incontro che si è svolto lo scorso mercoledì al Circolo Dipendenti Comunali di Parma (15/12/2021)

Se avete tempo guardate questo video, che riprende gli interventi fatti durante l’incontro pubblico “No delocalizzazioni, no licenziamenti”, di mercoledì scorso (15 dicembre, ndr). Parlano gli operai delle fabbriche che stanno subendo licenziamenti, che da anni lottano come leoni contro i piani speculativi delle multinazionali e dei fondi finanziari. Questi, dopo aver comprato stabilimenti, incassato danaro pubblico, usufruito delle leggi sul lavoro flessibile e precario, se ne vanno, lasciando dietro di sé una lunga scia di disoccupazione, impoverimento, desertificazione. In queste immagini, parlano i lavoratori impegnati in lotte durissime contro i padroni della logistica, che hanno imposto condizioni di lavoro schiavili. Continue reading “No alle delocalizzazioni, dalla parte dei lavoratori (VIDEO)”

La mia divisa, per un Picelli autentico e “sparmigianizzato”

di Marco Severo

Foto segnaletica di Guido Picelli, anni venti (Archivio Centrale dello Stato di Roma, Casellario politico centrale, Fasc. “Picelli Guido”).

Nella città dei tre santini – Maria Luigia, Verdi, anolino – circola da alcuni giorni un libro il cui merito è di aver riacciuffato per i capelli un quarto (e pur antitetico) candidato alla mistica incoronazione. La mia divisa. Scritti e discorsi politici di Guido Picelli, curato da William Gambetta, edito dalla Bfs in collaborazione con il Centro studi movimenti e il Comitato Agosto 1922, è infatti un’opera integra e dall’austerità casomai monacale. Guido Picelli l’eroe, il feticcio di Mussolini, il capopopolo, il valente guerrigliero, “l’anticipatore dell’Unione europea”, il Che Guevara di Parma eccetera eccetera, ne La mia divisa viene tirato giù dall’altarino del culto pop a uso e abuso politico, per essere ricollocato nel quadro di più autentiche coordinate culturali, sociali, umane. Continue reading “La mia divisa, per un Picelli autentico e “sparmigianizzato””

Nella brown economy

di Andrea Bui*

Lo strascico di notizie a seguito della COP26 si è ormai già esaurito, corto come ormai tutte le notizie. Eppure il deterioramento ambientale prosegue la sua strada anche senza tweet di circostanza, anche se facciamo finta che non ci sia, o che in fondo si tratti di un problema lontano, che può essere rimandato. In tanti si dipingono di green, ma è giusto il tempo di un carro in maschera e poi si torna al solito tran tran. Insomma, abbiamo capito che il pianeta è in pericolo ma poi “occorre essere concreti”.  E l’Unione Parmense degli Industriali, riunita lo scorso 15 Novembre a Parma, ha interpretato appieno questo spirito di concretezza. Continue reading “Nella brown economy”

Il lavoro offeso. Lottiamo per la dignità

Cristina Quintavalla

Manifestanti investiti dal getto degli idranti durante il presidio al porto di Trieste del 18/10/2021

L’esercito francese aveva subito la più cocente delle sconfitte: l’imperatore Napoleone III era stato catturato, l’esercito prussiano era giunto sino a Parigi e aveva imposto una resa disonorevole alla Francia imperiale, che pure sembrava proiettata grazie a vent’anni di fasti e successi verso l’egemonia del continente europeo. Il governo Thiers, nel mezzo di una devastante crisi economica, sociale, politica, chiese proprio al nemico prussiano di liberare 100mila prigionieri di guerra in modo da disporre delle forze necessarie per reprimere la Comune di Parigi e dare la caccia ai comunardi. Proprio così: fu ricercata un’intesa col nemico, che aveva così sprezzantemente umiliato e messo in ginocchio la Francia, contro i lavoratori francesi in lotta. Continue reading “Il lavoro offeso. Lottiamo per la dignità”

Immaginare una città

di Milo Adami*

Due libri appena usciti ci consentono di riprendere un ragionamento sulle nostre città, lasciato incompiuto e per di più scompaginato dal Covid-19. L’occasione non deve essere sprecata, come ha scritto Marco Senaldi nel suo Pensare Oltre (Piemme 2021): la perdita di senso, di tempo, di socialità, se accolta e non rimossa, potrebbe rappresentare un «salto esperienziale». Accolto il suggerimento, pensiamo alle città, le abbiamo viste vuote, come teatri abbandonati dai loro attori/spettatori, arrese e fragili, esposte senza inganno ai loro pregi e difetti; proprio alla luce di una simile, radicale, esperienza, non sarebbe forse auspicabile tornare consapevolmente a occuparci di loro e ragionare finalmente sullo spazio urbano come un sistema complesso e riflesso di una comunità da ritrovare? Continue reading “Immaginare una città”

La lotta Gkn a Parma: “Il 18 settembre a Firenze manifestiamo per i diritti di tutti i lavoratori” (VIDEO)

di Redazione

Un estratto dell’incontro con il collettivo di fabbrica dei lavoratori Gkn che si è tenuto al Parco Bizzozero di Parma (10/09/2021), in vista della manifestazione nazionale a Firenze indetta dallo stesso collettivo e prevista per il 18 settembre. Introduce Andrea Bui, per il collettivo parla Dario Salvetti (delegato Rsu di Gkn), infine interviene Cristina Quintavalla.
(Riprese e montaggio di Gabriele Signani) Continue reading “La lotta Gkn a Parma: “Il 18 settembre a Firenze manifestiamo per i diritti di tutti i lavoratori” (VIDEO)”

La città che abbracciò Lupo e quella di oggi

di William Gambetta

Foto di Beppe Fontana
Foto di Beppe Fontana

Domani, 25 agosto, alle ore 18:30, in viale Tanara, l’Anpi provinciale di Parma e Officina  popolare hanno convocato l’annuale commemorazione di Mario Lupo, giovanissimo militante di Lotta continua ucciso a Parma nel 1972 da un gruppo di neofascisti. In questa occasione riproponiamo un articolo di William Gambetta uscito due anni fa (ndr).

La sera del 25 agosto 1972 la notizia dall’assassinio di un giovane diciannovenne di Lotta continua corse veloce per le strade di una città semideserta. Grazie a diversi testimoni le informazioni erano precise. Alcuni neofascisti, nomi noti alla questura e alla stampa cittadina, vicini al Movimento sociale italiano, erano improvvisamente balzati fuori da una siepe, di fronte al Cinema Roma, in viale Tanara. Tutti erano armati di coltello a serramanico e uno di loro, senza tentennamenti, aveva colpito al cuore Mario Lupo, uccidendolo. Seguirono giorni di intense mobilitazioni, fino a quando una manifestazione della sinistra rivoluzionaria si diresse verso la sede della federazione missina, in via Maestri, devastandola. Continue reading “La città che abbracciò Lupo e quella di oggi”

Una vita spezzata sul cantiere della Tibre: l’ennesima vittima degli affari

di Cristina Quintavalla

Tutte le morti sul lavoro sono intollerabili. Rendono evidente quanto poco valga la vita umana dinanzi all’imperio del profitto. Quella di Salvatore Rabbito ancora di più. Perché la sua vita è stata spezzata lungo quel malefico tratto di autostrada che dovrebbe collegare il Tirreno al Brennero. Schiacciato tra una ruspa e una macchina asfaltatrice lungo la bretella autostradale più inutile del mondo, ma che è stata un affare d’oro per i costruttori. Continue reading “Una vita spezzata sul cantiere della Tibre: l’ennesima vittima degli affari”