Oggi [venerdì 30 aprile, ndr] più di 500 persone nella nostra città hanno partecipato al presidio convocato d’urgenza a favore della Global Sumud Flotilla, che nel corso della notte scorsa è stata attaccata dall’esercito israeliano in acque internazionali a circa 1000 kilometri da Gaza.
La sera del primo ottobre, mentre a Gaza continuava il genocidio, tra tonnellate di bombe e la fame usata come arma di guerra, decine di migliaia di persone in tutto il Paese scesero in piazza in difesa della Global Sumud Flotilla, che proprio in quelle ore veniva attaccata dalla marina israeliana. La notizia del blocco della flotta scatenò rabbia e una forte indignazione anche nella nostra città, dove duemila persone scesero in strada per protestare contro l’ennesima azione criminale del governo Netanyahu, ricercato, assieme al suo ministro Gallant, dalla Corte Penale Internazionale.
In città si discute da diversi giorni delle 21 denunce che hanno colpito alcuni dei partecipanti al corteo del 1° ottobre scorso. Quella sera, come in tante altre città, c’è stata una manifestazione spontanea contro l’assalto delle forze israeliane alla Global Sumud Flotilla, l’arresto del suo equipaggio e il sequestro di medicine e alimenti destinati alla popolazione palestinese stremata.
Alla manifestazione, che dall’Oltretorrente si è diretta prima in centro storico e poi alla stazione, si sono aggregate “più di 1500 persone” (secondo i giornalisti presenti)[1]. Un corteo pacifico ma profondamente indignato non solo per l’aggressione alla Flotilla ma anche per i due anni di bombardamenti su Gaza che hanno fatto 72 mila vittime, per la maggior parte donne e bambini. Un corteo che aveva come obiettivo quello di spingere il governo Meloni ad attivarsi per fermare il genocidio, bloccare l’invio di armi e di ogni altro supporto al governo di Netanyahu.
Per questo, dunque, dicevamo, la Procura ha denunciato 21 persone e in città si è scatenato il dibattito[2]…
Se Rodari fosse ancora vivo riscriverebbe le sue fiabe all’incontrario. Le originali aiutavano i nostri figli e nipoti a vedere il mondo da un altro punto di vista, rovesciato, a rompere gli schemi, le narrazioni dominanti e consolidate. L’incontrario era apertura al diverso, all’insolito, libero pensiero e libera fantasia, in cui ci fosse posto per tutti e tutte, belli/brutti, capaci/incapaci, poveri/ricchi bianchi/neri, normali e strani, palestinesi ed ebrei.
Oggi invece l’incontrario è il mondo visto dall’élite della civiltà e della razza più alta, delle classi resesi egemoni con la forza, con la corruzione, con l’intrigo, della religione universale (quella del rosario di Salvini e dell’omelia a Berlusconi, che era “…un uomo amante della vita”!!!), della famiglia naturale (pedofili e stupratori, ma pur sempre con una regolare famiglia).
Mentre nei giorni scorsi, in Oltretorrente e in altri quartieri della città, sono comparsi deo cartelli di solidarietà ai 21 denunciati per i fatti del 1° ottobre scorso, continuano a essere diffusi comunicati di solidarietà. Di seguito pubblichiamo quelli della Rete diritti in casa e di Extinction Rebellion Parma.
Gran clamore per un’inchiesta che sembra tutto fuorché un’inchiesta.
Il Procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino, dopo essere uscito scornato solo pochi mesi fa da un processo in cui pretendeva di “fare giurisprudenza” sulla mia pellaccia inventandosi il fanta reato di detenzione e spaccio di una droga che non droga (e quindi non è droga), solo perché era tanta, e volendomi negare le attenuanti perché ho attaccato un adesivo su un palo della luce in cui c’era scritto “la marijuana non fa niente, speriamo non si annoi”, si è appena inventato nuovi fantasmagorici reati.
Continuano ad essere diffusi nuovi attestati di solidarietà ai 21 denunciati per il corteo spontaneo della sera del primo ottobre a Parma. Di seguito pubblichiamo quelli del Centro studi movimenti, del Comitato provinciale dell’Anpi e dell’Unione sindacale di base di Parma.
La vetrina della Casa delle donne di Parma di via Melloni.
Dopo la notizia della denuncia di 21 persone per la manifestazione spontanea della sera del primo ottobre scorso avvenuta a Parma in solidarietà con la Global Sumud Flotilla, fermata quel giorno stesso dalle forze del governo israeliano, ieri sono stati diffusi numerosi comunicati di solidarietà ai denunciati appartenenti a diversi gruppi della sinistra antagonista della città, oltre che a due assessori della giunta comunale (Francesco De Vanna e Caterina Bonetti) e due consigliere comunali (Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo). Li pubblichiamo di seguito, esprimendo anche la nostra totale solidarietà ai denunciati.
La realizzazione della “Global Sumud Flottilla”, che cerca di rompere il blocco navale illegittimo imposto dal governo fascista israeliano nel mare davanti a Gaza, per portare aiuti alimentari alla popolazione vittima di genocidio, sta creando un ampliamento importante del movimento di solidarietà.
Decine di barche provenienti da 44 Paesi, centinaia di attivisti, migliaia di voci unite per rompere il silenzio e portare aiuti umanitari: è la Global Sumud Flotilla, che si prepara a salpare per portare speranza alla popolazione di Gaza. È la risposta della società civile internazionale che sceglie di muoversi di fronte all’inerzia dei governi, dopo oltre venti mesi di massacri e silenzi.