Ribelli pop, sabato 9 maggio, a Parma la Resistenza si racconta tra fumetti, musica, letteratura e cinema

di Centro studi movimenti

Come si racconta oggi la Resistenza? E quali linguaggi possono ancora parlare alle nuove generazioni senza trasformare la memoria in una celebrazione distante e retorica? Proverà a rispondere a queste domande “Ribelli pop. Raccontare la Resistenza oggi”, una mattinata di riflessione in programma sabato 9 maggio, dalle 9.30 alle 13, all’auditorium “Mattioli” del Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi a Parma.

L’iniziativa ha l’obiettivo di rileggere la lotta partigiana attraverso forme artistiche e narrative capaci di intrecciare riflessione storiografica, memoria collettiva e cultura popolare. Non solo Storia dunque, ma anche fumetti, musica, letteratura, cinema e persino giochi da tavola. Forme di divulgazione del passato che negli ultimi decenni hanno contribuito a rinnovare il modo di raccontare l’esperienza partigiana.

Ad aprire i lavori saranno i saluti del sindaco di Parma Michele Guerra e di Paolo Corsini, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri.

Tra gli interventi quelli di Margherita Becchetti e Francesco Pelosi (entrambi del Centro studi movimenti), il primo dedicato alle memorie delle donne partigiane mentre il secondo all’immaginario della seconda guerra mondiale e della Resistenza nel mondo dei fumetti.

La musica sarà invece al centro dell’intervento di Chiara Ferrari (tra le collaboratrici di “Patria Indipendente”) dedicato a Bella ciao, la canzone che è diventata simbolo internazionale della lotta per la libertà, è Giulio Carlo Pantalei (Phd University of Cambridge), che indagherà il rapporto tra letteratura, musica d’autore e impegno civile.

Il programma proseguirà con Mirco Carrattieri (Università di Bergamo) e Sara Martin (Università di Parma), che analizzeranno rispettivamente i e le narrazioni ludiche nei giochi da tavola e il racconto televisivo della memoria antifascista.

A moderare la mattinata saranno William Gambetta e Ilaria La Fata. Il convegno è a cura del Centro studi movimenti, con il patrocinio del Comune di Parma e dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, e con il contributo della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura.