di Comunità palestinese di Parma e solidali

Crediamo fermamente che il 25 Aprile sia un giorno di lotta. Il giorno in cui è giusto ricordare i sacrifici che il popolo italiano e i suoi partigiani hanno sofferto per la Liberazione. Il giorno in cui raccogliere la bandiera dei partigiani e continuare a combattere nel nostro tempo le stesse battaglie per cui loro combatterono allora. Per questo invitiamo tutti coloro che tra settembre e ottobre sono scesi in piazza per la Palestina, tutti coloro che hanno bocciato con convinzione il governo al referendum, a scendere in piazza in uno spezzone unitario e di classe contro le politiche di riarmo del governo, per la pace e a fianco del popolo palestinese.
Intorno a noi la guerra diventa sempre più generalizzata. Dal Venezuela all’Iran, dall’Ucraina al Libano, i popoli continuano a pagare il prezzo dell’aggressione imperialista. In Palestina il genocidio continua nel silenzio dei media e con la complicità del governo italiano e dell’Unione Europea.
Anche l’Italia si prepara alla guerra. Il governo ha portato la spesa per le armi al 5% del PIL, tagliando a servizi fondamentali come scuola e sanità. Continua, votando insieme alla finta opposizione del centrosinistra, a inviare armi in Ucraina, rinnova i trattati di alleanza con Israele e concede le basi italiane per le operazioni militari in Medio Oriente.
Nel frattempo, in Italia aumenta la repressione, centinaia di denunciati in tutta Italia e 21 indagati a Parma. La loro colpa? Essere scesi in piazza per chiedere al governo di smettere di essere complice di un genocidio.
Di fronte a tutto questo non possiamo girarci dall’altra parte. Il centro-sinistra preferisce fare l’opposizione a parole per poi votare compattamente con il governo ad ogni occasione utile. Diventa quindi nostro compito scendere in piazza organizzati per fermare la spirale bellica in cui il governo ci sta trascinando. Il 25 Aprile è il momento giusto per farlo.
È anche il momento giusto per affermare che chi oggi giustifica o supporta un genocidio, chi supporta un’aggressione imperialista contro un popolo infanga e disonora la memoria di ogni partigiano. Per questo non accetteremo nessuna provocazione che snaturi il significato di questa data. Per chi è stato in piazza con noi in questi anni, per chi c’era a ottobre, per chi vuole opporsi ai piani di guerra del governo, per chi vuole esprimere solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione il 25 Aprile è il momento di scendere in piazza in un forte spezzone che continui gli impegni e le lotte di questi anni.
