Dal golpismo di stato alle Brigate rosse. Martedì 5 maggio presentazione del libro di Dino Greco alla Piccola biblioteca partigiana

da Piccola biblioteca partigiana

Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani (Roma, 9 maggio 1978).

Martedì 5 maggio, alle ore 18:00, è in programma una nuova iniziativa della Piccola Biblioteca Partigiana dopo il successo dell’incontro con Francesco Moneti dei Modena City Ramblers. Incontreremo Dino Greco, ex sindacalista CGIL, ex direttore di “Liberazione” e membro della direzione nazionale di Rifondazione Comunista. Dialogheremo sui temi affrontati nel suo ultimo libro “Il Bivio” che ripercorre la vicenda del rapimento e dell’uccisione dii Aldo Moro, nel contesto della storia italiana del dopoguerra. Sarà un’occasione per ripercorrere e approfondire una pagina ancora oscura della storia degli anni ’70. Chi erano davvero le Brigate Rosse? Quali erano gli obiettivi dello stragismo che insanguinò l’Italia? Perché il processo di rinnovamento profondo del Paese venne interrotto? Con l’aiuto di Dino Greco proveremo a rispondere a questi interrogativi.

I reietti del Novecento hanno vinto

di Marco Severo e William Gambetta

I reietti del Novecento hanno vinto. Le canaglie del secolo prendono posto nel tempio civile. Eccoli, in bell’ordine schierati per nome e cognome. Una lapide commemorativa è per loro, posta nella sede del potere democratico, all’ingresso del Municipio.

Una lapide immaginata a Barcellona e realizzata a Parma, che affianca altre, di secoli passati, poste a ricordo di combattenti di altre battaglie e altri sguardi. Tutte a comporre, lungo i Portici del grano, un memoriale cittadino, spesso impercettibile nei ritmi del correre frenetico del terzo millennio, eppure ancora importante nella costruzione di un’identità che ci aiuta nel caotico e impalpabile presente.

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Ancora a fianco della Global Sumud Flotilla! L’equipaggio di terra è compatto e difende i suoi marinai

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Oggi [venerdì 30 aprile, ndr] più di 500 persone nella nostra città hanno partecipato al presidio convocato d’urgenza a favore della Global Sumud Flotilla, che nel corso della notte scorsa è stata attaccata dall’esercito israeliano in acque internazionali a circa 1000 kilometri da Gaza.

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Difendere il Sistema sanitario nazionale: universale, equo e uguale

da DiEM 25 Parma

Il Servizio Sanitario Nazionale attraversa una fase critica segnata da crescente frammentazione territoriale, processi di mercificazione della salute, insufficiente valorizzazione della prevenzione e nuove forme di diseguaglianza, dinamiche che si riflettono al di là dei confini nazionali, nel nostro continente e oltre le sue frontiere, assumendo una dimensione globale.

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10 mila persone al corteo del 25 aprile a Parma contro la guerra, l’imperialismo e il riarmo

da Comunità palestinese di Parma e solidali

Il 25 aprile più di 10.000 persone sono scese in piazza nella nostra città per ricordare la lotta di Liberazione e gli ideali di giustizia, pace e libertà che l’hanno animata, oltre al sacrificio individuale di chi ne ha fatto parte, mettendo da parte le proprie comodità per lottare contro il fascismo e la sua visione del mondo becera, razzista ed escludente.

Una marea umana, determinata e coesa, che in maniera del tutto coerente, ancora una volta, ha ribadito la propria contrarietà alle politiche del governo Meloni, che intendono soffocare la società e i suoi desideri attraverso politiche fortemente autoritarie e reazionarie e la repressione del dissenso, comunque esso si manifesti.

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Domenica 26 aprile, sotto i Portici del Grano, inaugurazione di una lapide dedicata ai combattenti antifascisti nella guerra di Spagna

dal Comune di Parma

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Parma in occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione, domenica 26 aprile alle ore 10:30, sotto i Portici del Grano, si terrà la cerimonia ufficiale di svelamento del bassorilievo commemorativo realizzato dall’artista spagnolo Domènec, dedicato ai volontari parmensi che presero parte alla Guerra civile spagnola (1936–1939).

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La voce di Antonio Cieri in Spagna nella stampa antifascista

di Franco Ferrari

Antonio Cieri, anarchico, nato a Vasto (Abruzzo) il 10 novembre 1898, arrivò in Spagna tra i primi italiani già alla fine di luglio del 1936, poche settimane il colpo di Stati dei generali antirepubblicani. Entrò nelle fila della Sezione Italiana della Colona Ascaso, nella quale, affiancati ad una maggioranza di anarchici, si erano integrati uomini di Giustizia e Libertà, guidati da Carlo Rosselli, nonché militanti di altre formazioni politiche. La Sezione si era costituita il 13 agosto e pochi giorni dopo una prima colonna lasciava la capitale catalana per dirigersi verso il fronte di Huesca.

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Il 25 aprile è un giorno di lotta: fermiamo il genocidio, fermiamo la spirale bellica

di Comunità palestinese di Parma e solidali

Murales di Laika (Roma, 2024).

Crediamo fermamente che il 25 Aprile sia un giorno di lotta. Il giorno in cui è giusto ricordare i sacrifici che il popolo italiano e i suoi partigiani hanno sofferto per la Liberazione. Il giorno in cui raccogliere la bandiera dei partigiani e continuare a combattere nel nostro tempo le stesse battaglie per cui loro combatterono allora. Per questo invitiamo tutti coloro che tra settembre e ottobre sono scesi in piazza per la Palestina, tutti coloro che hanno bocciato con convinzione il governo al referendum, a scendere in piazza in uno spezzone unitario e di classe contro le politiche di riarmo del governo, per la pace e a fianco del popolo palestinese.

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Quartieri Partigiani arriva al San Leonardo. Domenica 19 aprile canti e racconti delle insurrezioni partigiane nelle diverse città italiane

da Coro dei Malfattori e Centro studi movimenti

Un momento di Quartieri Partigiani di un’edizione passata (foto di Lorenzo Melegari).

Dopo il Montanara, il Pablo e il Montebello, Quartieri Partigiani arriva al San Leonardo. La passeggiata fatta di canti, musica e racconti ‒ curata dal Coro dei Malfattori e dal Centro studi movimenti ‒ ci porterà per le strade del quartiere a nord della città, al centro del dibattito politico e amministrativo degli ultimi anni.

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Gramsci oggi: contro la “tendenza a mummificarsi e diventare anacronistici”

di Matteo Battilani

Ringraziando il blog Progetto Me-Ti, pubblichiamo una riflessione già uscita sul loro sito il 3 aprile scorso [ndr].

“Una delle manifestazioni più tipiche del pensiero settario […] è quella per cui si ritiene di poter fare sempre certe cose anche quando la «situazione politico-militare» è cambiata. Tizio lancia un grido e tutti applaudono e si entusiasmano; il giorno dopo, la stessa gente che ha applaudito e si è entusiasmata a sentire lanciare quel grido, finge di non sentire, scantona ecc.; al terzo giorno la stessa gente rimprovera Tizio, lo rintuzza, e anche lo bastona o lo denunzia. Tizio non ne capisce nulla; ma Caio che ha comandato Tizio, rimprovera Tizio di non aver gridato bene, o di essere un vigliacco o un inetto ecc. Caio è persuaso che quel grido, elaborato dalla sua eccellentissima capacità teorica, deve sempre entusiasmare e trascinare, perché nella sua conventicola infatti i presenti fingono ancora di entusiasmarsi ecc.”[1]

Una delle argomentazioni classiche che mirano a screditare qualsiasi progetto socialista non riformista nel XXI secolo è quella secondo cui il comunismo sarebbe “roba vecchia”, un’esperienza storica conclusa che sarebbe anacronistico riproporre oggi. Ancor prima di evocare tutti i suoi terribili crimini, è sufficiente collocarlo nella storia del Novecento per rimuoverlo dall’orizzonte delle alternative possibili. Questo genere di argomentazioni molto deboli e triviali ha una lunga tradizione: ciclicamente, ogni vent’anni a partire dalla fine dell’Ottocento si decretava Marx “deceduto” e il comunismo “superato” in favore di progetti più moderati ma più “realistici”. Eppure, la crisi endemica del capitalismo mondiale, la tendenza alla guerra in cui ci sta trascinando l’imperialismo e la crisi climatica globale, mettono in luce con tutta evidenza la necessità di una trasformazione radicale. Non si tratta, dunque, di una nostra tendenza ideologica precostituita, ma di una risposta ad alcune contraddizioni del modello di sviluppo capitalistico che rendono il suo superamento un’esigenza ancora attuale.

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