Siamo tutt* colpevoli di Palestina. Sabato 11 aprile, presidio di solidarietà con i 21 indagati per le manifestazioni contro il genocidio

da Comunità palestinese di Parma e solidali

La sera del primo ottobre, mentre a Gaza continuava il genocidio, tra tonnellate di bombe e la fame usata come arma di guerra, decine di migliaia di persone in tutto il Paese scesero in piazza in difesa della Global Sumud Flotilla, che proprio in quelle ore veniva attaccata dalla marina israeliana.
La notizia del blocco della flotta scatenò rabbia e una forte indignazione anche nella nostra città, dove duemila persone scesero in strada per protestare contro l’ennesima azione criminale del governo Netanyahu, ricercato, assieme al suo ministro Gallant, dalla Corte Penale Internazionale.

In maniera spontanea e determinata, si tenne fede alla promessa fatta pochi giorni prima, “se bloccano la Flotilla blocchiamo tutto”; per ribadire il sostegno al popolo palestinese e il disgusto per la complicità del nostro governo ci si prese strade e piazze, arrivando fino alla stazione ferroviaria.
Pochi giorni dopo, il 3 ottobre, in occasione dello sciopero generale un corteo enorme e composito attraversò la città, giungendo ed occupando la tangenziale: una marea arrabbiata e decisa, che raramente a Parma si era vista, ribadiva il concetto: Stop al genocidio, Palestina libera.

Il giorno dopo, a Roma, più di un milione di persone marciò nella Capitale, mostrando tutta la forza di un movimento sempre più generalizzato e diffuso, solidale col popolo palestinese e contrario alla servile complicità del governo Meloni.

Quest’ultimo nei mesi recenti ha avviato una campagna repressiva generalizzata in tutto il Paese, aprendo indagini e denunciando centinaia di manifestanti, con l’evidente intento di colpire il movimento che, solo pochi mesi prima, lo aveva spaventato a morte, portando milioni di persone in strada. Nella nostra città sono stati indagate 21 persone, alle quali, in maniera del tutto arbitraria, viene addossata la responsabilità di un’azione collettiva, determinata e radicale come la situazione richiedeva: mentre l’orrore del genocidio continuava e la Sumud Flotilla veniva attaccata, abbiamo agito con coscienza e coerenza, reagendo a una situazione totalmente insostenibile.

Quella sera c’eravamo tutti, perché tutti condividevamo, e condividiamo tuttora, la ragione profonda di quei momenti di massa e di lotta: la necessità di fare qualcosa per non essere complici del genocidio, per una Palestina libera dal colonialismo israeliano. Per questo diciamo a chiare lettere che siamo tutti colpevoli di Palestina e invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio in solidarietà con i 21 indagati sabato 11 aprile in piazza Garibaldi, dalle 16 alle 19.

Al presidio troverete, oltre alla nostra determinazione e solidarietà, anche momenti musicali e artistici: metteremo a disposizione un wall-painting da costruire insieme e, grazie ad una serigrafia, imprimeremo le nostre idee su maglie e shopper (portatele da casa!). Vi aspettiamo numerosi!

Le denunce non ci spaventano, non arretriamo di un passo. Palestina libera!