Cittadine! Le donne che fecero la Repubblica. Sabato 6 giugno un seminario alla Casa delle donne di Parma

da Centro studi movimenti

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, tornare a interrogarsi sul ruolo svolto dalle donne in quel passaggio decisivo della nostra storia non significa soltanto rendere omaggio a figure spesso dimenticate. Significa anche riflettere sulle radici della cittadinanza democratica e sui percorsi, tutt’altro che lineari, attraverso cui sono stati conquistati diritti che oggi tendiamo a considerare acquisiti.

Con questo obiettivo, sabato 6 giugno, dalle 10 alle 13, la Casa delle donne di Parma (via Melloni 1) ospiterà il seminario di studi CITTADINE! 1946, le donne, la Repubblica, promosso dal Centro studi movimenti, dalla Casa delle donne e dall’ANPI Sezione di Parma “Laura e Lina Polizzi”, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

L’iniziativa intende riportare l’attenzione su un anno fondamentale della storia italiana. Il 1946 fu infatti il momento in cui il paese, uscito dalla guerra e dalla dittatura fascista, si trovò a costruire nuove istituzioni democratiche. Fu l’anno in cui le donne italiane parteciparono per la prima volta a una consultazione politica, esercitando il diritto di voto nelle elezioni amministrative e politiche e nel referendum istituzionale del 2 giugno, chiamato a decidere tra monarchia e repubblica.

Quel passaggio rappresentò il punto di arrivo di una lunga battaglia per il riconoscimento della piena cittadinanza politica femminile, ma anche l’inizio di una nuova stagione di partecipazione. Il seminario proverà a ricostruire questa esperienza attraverso diversi punti di osservazione, intrecciando storia politica, storia sociale, biografie individuali e memoria collettiva. Al centro dell’incontro ci saranno le protagoniste di quella stagione: le elettrici, le militanti, le amministratrici e le ventuno donne che entrarono nell’Assemblea Costituente contribuendo alla scrittura della Carta costituzionale.

Ad aprire i lavori sarà l’intervento di Michela Cerocchi, dedicato alla lunga e complessa vicenda che portò al riconoscimento del diritto di voto alle donne. Una conquista che non può essere ridotta a una semplice concessione dall’alto, ma che fu il risultato di decenni di mobilitazioni, campagne e iniziative politiche spesso poco ricordate.

Il rapporto tra dimensione nazionale e realtà locale sarà invece al centro dell’intervento di Ilaria La Fata, che ricostruirà il contributo di Parma e del territorio parmense alla stagione costituente, mettendo in luce figure femminili e percorsi di partecipazione che hanno avuto un ruolo significativo nella costruzione della nuova democrazia.

Elisabetta Salvini, poi, si concentrerà sulle donne elette all’Assemblea Costituente. Pur rappresentando una presenza numericamente limitata, quelle ventuno costituenti seppero incidere in maniera rilevante sui lavori dell’assemblea, contribuendo alla definizione di principi e diritti che ancora oggi costituiscono le basi dell’ordinamento repubblicano.

Alle biografie di alcune di queste protagoniste sarà dedicato l’intervento di Brunella Manotti, che attraverso il racconto di Teresa Noce (eletta nel collegio di Parma) e delle altre costituenti offrirà uno sguardo ravvicinato sui loro differenti percorsi politici e valori di riferimento, ma accomunate dalla volontà di promuovere l’emancipazione femminile in quella che doveva essere una “nuova Italia”.

A chiudere il seminario sarà Margherita Becchetti, con una riflessione sul modo in cui le donne della Costituente vennero rappresentate dalla stampa del dopoguerra. Un tema che permette di cogliere le contraddizioni di una società in trasformazione, nella quale il riconoscimento del ruolo politico femminile continuava spesso a confrontarsi con stereotipi e visioni tradizionali. Anche quando occupavano posizioni di responsabilità pubblica, molte di quelle donne venivano raccontate prima di tutto come madri, mogli o figure legate alla sfera domestica.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per i docenti il seminario è riconosciuto come percorso di formazione e aggiornamento (3 ore).