di Luca Marola

Gran clamore per un’inchiesta che sembra tutto fuorché un’inchiesta.
Il Procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino, dopo essere uscito scornato solo pochi mesi fa da un processo in cui pretendeva di “fare giurisprudenza” sulla mia pellaccia inventandosi il fanta reato di detenzione e spaccio di una droga che non droga (e quindi non è droga), solo perché era tanta, e volendomi negare le attenuanti perché ho attaccato un adesivo su un palo della luce in cui c’era scritto “la marijuana non fa niente, speriamo non si annoi”, si è appena inventato nuovi fantasmagorici reati.
Il mio preferito è quello di interruzione di traffico ferroviario per mezzo di… gamba perché, e cito dallo scritto del D’Avino stesso, “oltrepassavano abbondantemente la linea gialla di sicurezza posta sul marciapiedi antistante il binario, sedendosi su detto marciapiedi con le gambe sporgenti verso i binari”. Il termine “oltrepassavano” è in grassetto (l’uso tutto particolare del grassetto in atti giudiziari è materia a parte, non è fanta giurisprudenza, materia di cui ci stiamo occupando, sempre che non sia reato anche questa forma di occupazione…), ma il termine che più mi fa sbellicare è “abbondantemente”. Per cui il reato di interruzione di traffico ferroviario attraverso coscia (propria, a quanto pare non valgono i prosciutti) pare possa avere una sua specifica gradazione: se si compie con oltrepassamento abbondante, pena piena! Se l’oltrepassamento è esiguo si può beneficiare di una qualche attenuante (sempre che non si incappi nell’appiccicamento di adesivo su palo illuminante); se moderato, tipo solo un piede, chissà. Occhio, però: se la gamba criminale fosse rivestita da materiali oltremodo resistenti, chessò, jeans, fustagno, tuta imbottita, potrebbe scapparci l’aggravante. Ah, da ultimo: se le gambe da sporgenti verso i binari (e dove le vuoi far sporgere sennò le gambe?) fossero state sporgenti dalla parte opposta, avrebbero posto pure il Procuratore capo, il dottor D’Avino, di fronte alla fattispecie di reato impossibile.
L’altro fanta reato è il concorso in interruzione di traffico ferroviario mediante telepatia. Il nostro procuratore capo, immagino dopo un’attenta analisi di filmati, testimonianze e fotografie, e magari di qualche perito esperto telepate, è arrivato alla conclusione che numerosi soggetti, e qui vado di scrittura autentica, “con la loro perdurante presenza all’interno della stazione ferroviaria e nelle immediate vicinanze dei binari – di fatto approvavano, incoraggiavano e collaboravano con i materiali invasori dei binari, fornendo loro supporto e contribuendo -con la loro presenza ed il loro appoggio- a rafforzare il proposito criminoso dei primi sette [indagati], in tal modo concorrendo tutti a determinare la perturbazione della circolazione ferroviaria”. L’eccesso di fantasia, qui, è strabordato dalla giurisprudenza alla punteggiatura ma vabbè. Segnalo che stavolta la parola grassettata, ma pure sottolineata, è “tutti”.
Ma torniamo al reato. Con la sola presenza stabile, perdurante (a proposito, come si calcola la perduranza nella fanta giurisprudenza?) ma ben al di qua della linea gialla, fissi, immobili, muti, con entrambe le gambe non utilizzate per bloccar treni, di fatto… Alt. “Di fatto”?!? Quindi il solo star in piedi, zitti e buoni, su un marciapiedi per un tempo che il Nostro giudica un po’ troppo, DI FATTO, ti fa compiere una serie di azioni come, in ordine cronologico: approvare, incoraggiare, collaborare, supportare, contribuire, appoggiare, rafforzare, quindi concorrere a determinare il perturbare del circolare.
Una scoperta interessante, che smentisce ogni precedente certezza in materia di telepatia, telecinesi e mentalismo, il Procuratore D’Avino, però, l’ha fatta. Dalle carte si desume che sia chi stava all’interno della stazione sia chi stava nelle immediate vicinanze dei binari è riuscito in egual misura ad approvare, incoraggiare, collaborare, supportare, contribuire, appoggiare, rafforzare, quindi concorrere a determinare il perturbare del circolare. Lo battezzerei Principio Daviniano di Telepatia: la forza del pensiero che si trasmuta in azione (criminosa) non varia al variare della distanza.
Ragazzi e ragazze, e gente più attempata, presenti in stazione quella sera: divertitevi! Vi auguro il processo, perché quest’esperienza surreale è giusto che venga vissuta fino in fondo consapevoli che una roba del genere può capitare solo una volta nella vita e poi vi guadagnerete l’attenzione, e un certo numero di bicchieri offerti ad ogni bancone di bar, ogni volta che racconterete l’eventuale fanta processo. E allo stesso tempo vi auguro che ve lo viviate con leggerezza, con irriverenza e con la giusta dose di rabbia per il disturbo che l’uso distorto di un potere sta arrecando alle vostre vite. E immaginatevi, fra un po’ di tempo quando tutto sarà finito, di essere in stazione, ascoltare il metallico messaggio registrato che, nell’avvisarvi dell’arrivo del treno, vi ammonisce di non superare la linea gialla. E voi scoppierete fragorosamente a ridere al punto che gli altri viaggiatori vi considereranno matti. Salirete nel vostro scompartimento e, grazie ai cronici ritardi quotidiani del trasporto ferroviario, avrete tutto il tempo di ‘sto mondo per spiegarvi e raccontare ai vostri compagni di carrozza chi era il matto in questa storia pazza.
