Dobbiamo stare in casa… E chi non ce l’ha?

da Rete Diritti in Casa Parma

L’epidemia Covid 19 sta mettendo sempre più a nudo le macroscopiche incongruenze di un sistema basato solo sul profitto. Non si tratta solo della questione della sanità pubblica, tagliata, trascurata e umiliata fino a giungere alla completa impreparazione dinanzi a un’emergenza come quella attuale.
Anche in merito alla questione abitativa i nodi, con questa crisi, sono giunti al pettine. La casa, l’abitazione primaria, è diventata da decenni un mero oggetto di speculazione, non è più, come da sempre andiamo denunciando, un diritto imprescindibile per l’umanità, ma un mezzo per fare affari e speculazioni. Continue reading “Dobbiamo stare in casa… E chi non ce l’ha?”

Come il socialismo cinese sta sconfiggendo il Covid-19

di Carlos Martinez

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) da Infopoint Barricate la traduzione di questo lungo articolo, tratto dal sito www.invent-the-future.org, uscito il 25 marzo scorso (ndr).

Il focolaio iniziale del coronavirus (COVID-19) ha avuto luogo nella città cinese di Wuhan, la capitale della provincia di Hubei, all’inizio di gennaio 2020. L’epidemia è stata limitata quasi interamente in Cina fino al mese successivo, quando si è estesa in Iran, Giappone, Sud Corea e Italia.
L’11 marzo era chiaro che la trasmissione del virus a livello comunitario stava avendo luogo in diverse regioni del mondo, e l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha dichiarato la pandemia. Con il virus in via di diffusione attraverso l’Europa e l’America del Nord, vi è ora una seria possibilità che il COVID-19 possa infettare una grande parte della popolazione globale e possa causare la morte prematura di milioni di persone. Questa è un’emergenza sanitaria globale di proporzioni senza precedenti. Continue reading “Come il socialismo cinese sta sconfiggendo il Covid-19”

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi (negli ospedali)

da Potere al popolo – Parma

All’inizio, quella che sarebbe diventata la Pandemia, si è presentata con il vestito della caccia all’untore. Straniero, ovviamente. Mentre le aggressioni ai cinesi si moltiplicavano, i media seguivano ossessivamente il virus, con l’implicito sotteso che qui non sarebbe mai arrivato. D’altronde noi non mangiamo i topi vivi “come loro”, parola di Zaia. Potevamo stare tranquilli: ci si ripeteva che siamo bianchi, sani, ricchi e puliti, cosa potrà mai capitarci? Il virus insomma si era andato a sedere nel dibattito italiano accanto ai porti chiusi e alle altre idiozie che da anni ci ammorbano. In pochi sospettavano che sarebbe uscito dal circuito dei meme dallo humor cinico o delle fake news complottiste per imporsi come qualcosa di completamente inedito.

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Il diritto di resistere

da USB Confederazione di Parma

La stucchevole retorica che chiede agli operatori sanitari di operare in mancanza di dispositivi di protezione e prevenzione a qualsiasi costo e in qualsiasi condizione, perché c’è da fronteggiare l’emergenza, va rigettata! Quest’appello fatto di richiami all’etica professionale, al senso di responsabilità, alla necessità di lavorare senza orari, ecc. fatto dai dirigenti delle AOSP  e AUSL alle lavoratrici e lavoratori è  un comportamento mistificatorio intollerabile. Continue reading “Il diritto di resistere”

“Venite a Parma che abbiamo già riaperto i musei”. E sul coronavirus in città nessun dato

di M. Laudrup

Quello che segue è un resoconto della ricerca che ho condotto per conoscere il numero di casi positivi tra i residenti della città di Parma. Un dato che non si trova su nessun mezzo d’informazione locale, nonostante siano invece diffusi quelli relativi alla Provincia e ad alcuni comuni del parmense. Eppure, ho ottenuto le informazioni ufficiali come comune cittadino, senza particolari raccomandazioni ed entrature, limitandomi a usare la testa e un po’ di pazienza. Ma sono dati che qualsiasi giornalista, di qualsiasi testata, cartacea o online, può ottenere facilmente facendo una telefonata o mandando una email. Continue reading ““Venite a Parma che abbiamo già riaperto i musei”. E sul coronavirus in città nessun dato”