Tre anni fa la chiusura della Froneri-Nestlè

di Alessandro Grossi

Non è per una sciocca o masochistica volontà di riallargare una ferita non ancora del tutto chiusa, ma le vicissitudini che hanno duramente attraversato la vita di tanti lavoratori in questi assurdi, ultimi tempi mi hanno cinicamente ricordato che sono trascorsi tre anni da quando i lavoratori della Froneri-Nestlè (ex Tanara e Italgel) e la città di Parma hanno perso un pezzo di storia, un patrimonio di vita vera, di esperienza e competenza, di operosità e di cuore: la fabbrica del gelato.

Essere un rider

di Marco Severo

Ti vedi riflesso sulle vetrine e non sai più chi sei. Abbassi lo sguardo per schivare l’immagine che di te la gente ha imparato a conoscere. “C’è quello delle pizze!”. Sei quello, adesso. Uno dei tanti, una scia fosforescente nella sera, traiettoria inquieta specialmente in questi giorni, quando il Covid e il Natale, combinati, allungano la lista degli ordini e vi fanno filare per la città. I passanti vi riservano pensieri distratti, siete quelli che vanno di moda, di voi hanno parlato i giornali. Ecco, ti guardi sulle vetrine e poco alla volta familiarizzi con il nuovo te. Adesso sei uno di loro. Adesso sei un rider. Continue reading “Essere un rider”

Rinnovato il blocco degli sfratti

La redazione
Ieri mattina, 23 dicembre, davanti alla Prefettura di Parma, si è svolto il presidio della Rete diritti in casa per chiedere la proroga del blocco degli sfratti e una soluzione abitativa per chi in questo momento vive in strada o è in una situazione precaria. In assenza del prefetto una delegazione è stata ricevuta da un funzionario al quale una delegazione di manifestanti ha esposto le ragioni della protesta.

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Rilanciare le politiche abitative. Il 23 dicembre un presidio davanti alla Prefettura

da Rete Diritti in Casa
In questi giorni governo e parlamento hanno definitivamente bocciato le timide ipotesi di proroga di blocco degli sfratti avanzate da alcuni parlamentari. Il blocco delle esecuzioni era stato disposto dal mese di marzo 2020 per impedire che in piena pandemia da Covid19 le persone con difficoltà nel pagare l’affitto potessero essere cacciate di casa. Il provvedimento era poi stato procrastinato al 31/12/2020. Oggi ci troviamo con le stesse drammatiche condizioni sanitarie di quando il provvedimento fu inizialmente preso: consentire le esecuzioni immobiliari in questa situazione è un atto di grave irresponsabilità che può avere conseguenze drammatiche. Oltre ai rischi sanitari occorre considerare anche le gravi conseguenze sociali.

A Langhirano l’emergenza abitativa si affronta chiudendo gli alloggi a canone sociale?

da Rete Diritti in Casa Parma
La ex Caserma di Langhirano, in Via Micheli 5, è un edificio di proprietà della Provincia di Parma che da oltre 25 anni ospita famiglie di lavoratori e singoli in difficoltà economica grazie a un contratto di comodato tra Provincia di Parma e Comune di Langhirano. Nell’edificio sono attualmente ospitate 5 famiglie e un gruppo di singoli mentre un altro locale ospitava l’Associazione Tadamon, recentemente trasferitasi in altri spazi, ed è attualmente non utilizzato anche se sarebbe più che idoneo ad ospitare una famiglia anche di grandi dimensioni.

Oggi, giovedì 5 novembre, Parma scende in piazza!

da Tu ci chiudi tu ci paghi

Oggi pomeriggio, giovedì 5 novembre, alle 18:30, in piazza Garibaldi a Parma, si svolgerà un presidio per rivendicare misure per affrontare l’emergenza sanitaria di queste settimane. Questo il comunicato [ndr].
Se ci chiudete in casa ci dovete dare i soldi per vivere. Se ci volete al lavoro ci dovete dare tutte le protezioni che servono, anche sui mezzi di trasporto. E soprattutto dovete rafforzare la sanità, quella pubblica. Vietare attività di ristorazione, spettacoli, palestre etc. vuol dire impedire a milioni di persone di guadagnarsi da vivere. Chiamatelo come vi pare, reddito di emergenza, sussidio Covid o altro: ci dovete dare i soldi, è il minimo che potete fare. Continue reading “Oggi, giovedì 5 novembre, Parma scende in piazza!”

Perché il Welfare siamo noi!

da Educatori e operatori del sociale di Parma e La scuola siamo noi

Domani, sabato 6 giugno, alle 15:30, in piazza Garibaldi, il Coordinamento degli educatori e operatori del sociale di Parma e il coordinamento La scuola siamo noi hanno organizzato un flash mob per la difesa dei servizi sociali pubblici. Al presidio hanno aderito numerose sigle, da POST al Collettivo la Rage, da 
Usb Confederazione di Parma a SGB per la conquista dello stato sociale e della democrazia, da Potere al Popolo Parma ad Art Lab Occupato. Di seguito l’appello alla mobilitazione (ndr).

L’emergenza sanitaria ha avuto delle conseguenze pesanti nel settore dei servizi sociali anche perché si è abbattuta su una realtà già disastrata: un sottofinanziamento progressivo e costante che si è tradotto in privatizzazioni, esternalizzazioni, appalti al ribasso negli ultimi 30 anni. A farne le spese operatori ed utenti. Operatori sottopagati e in condizioni di lavoro precarie sono il riflesso di servizi sempre meno di qualità e sempre meno universali. Continue reading “Perché il Welfare siamo noi!”

Sfratto a Fidenza, botta e risposta tra il Comune e la Rete Diritti in Casa

da Rete Diritti in Casa

Andrea Massari, sindaco di Fidenza

Dopo il comunicato di denuncia della drammatica situazione che si trova ad affrontare la famiglia con tre minori a Fidenza, prima sfrattata poi allontanata dal residenza dove era stata collocata per emergenza, ci aspettavamo una qualche risposta concreta, invece è arrivata solo la risposta sgangherata del Sindaco di Fidenza Massari. Sfidiamo chiunque a trovare la differenza tra toni e contenuti del comunicato del sindaco Pd e quello che avrebbe potuto fare un qualsiasi sindaco leghista. Continue reading “Sfratto a Fidenza, botta e risposta tra il Comune e la Rete Diritti in Casa”

Ecco la fase 2: a Fidenza, sfratto e un’intera famiglia costretta in strada

da Rete Diritti in Casa

A Fidenza, stamattina una famiglia composta dai genitori e tre figli minori, il più piccolo dei quali di soli 3 anni, è stata fatta uscire senza soluzioni alternative accettabili dall’alloggio di emergenza (un residence), in cui era stata fatta entrare dopo lo sfratto e qui tenuta durante la prima fase dell’emergenza coronavirus. La cacciata dalla soluzione di emergenza di questa mattina avviene nonostante perduri in modo pesante l’emergenza sanitaria derivante dal coronavirus. La famiglia viene esposta a pericolo di contagio, e sarà costretta a vagare per le strade. La busta paga dell’unico genitore che lavora non basta certo a pagare un affitto privato o la permanenza in un albergo. Continue reading “Ecco la fase 2: a Fidenza, sfratto e un’intera famiglia costretta in strada”