Priamo Bocchi sostiene l’inclusione?! Gli assurdi tentativi di “sterilizzare” il 25 aprile

di Emanuele Leonardi

La contestazione allo striscione della Brigata ebraica filosionista a Parma del 25 aprile 2025 (foto di parmatoday.it).

Voladora ha già dedicato attenzione alla vicenda dell’avviso di fine indagine recapitato a 18 militanti della sinistra parmigiana per i fatti del 25 Aprile 2025, pubblicando un importante comunicato della Comunità Palestinese, del Fronte della Gioventù Comunista e di Potere al Popolo.

Su quel piano, non ho nulla da aggiungere: mi limito alla condivisione piena. Vorrei però dedicare una riflessione al peculiare contesto politico in cui si situano i fatti in questione. In particolare, partirei dalle parole che Priamo Bocchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha rilasciato alla “Gazzetta di Parma” (venerdì 8 maggio): “Nessuno dovrebbe sentirsi escluso da uno spazio pubblico per la propria identità o per le proprie idee”.

A prima vista, si tratta di un ragionamento condivisibile – pure troppo, forse: sembra quasi un manifesto di inclusività “woke”, infarcito di quella tolleranza da mollaccioni che certo farebbe storcere il naso allo smemorato ministro Valditara.

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Dopo un canto ne viene un altro. Sabato 9 maggio, festa di cori antifascisti a Casa Cervi

da OltreCoro e Istituto Alcide Cervi

Venti cori e oltre 300 coristi da tutta Italia, dalla Francia e dal Belgio si ritrovano il 9 maggio a Casa Cervi per cantare insieme l’antifascismo e la Resistenza.

Sabato 9 maggio 2026, Casa Cervi, a Gattatico (Reggio Emilia), ospiterà l’iniziativa Dopo un canto ne viene un altro, una festa di cori antifascisti che attraverserà l’intera giornata tra musica, partecipazione e memoria. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con OltreCoro, coro politico e polifonico dell’Oltretorrente di Parma.

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Il comandante anarchico. Presentazione del libro su Emilio Canzi al Barrique Piazzale Picelli il 7 maggio

da Centro studi movimenti

La vita di Emilio Canzi è una di quelle che non si scordano, per le straordinarie vicende che lo travolgono e, al tempo stesso, lo vedono protagonista.

Piacentino di nascita, classe 1893, Canzi è stato un anarchico e molto di più. Fu un giovane soldato nell’occupazione italiana in Libia, un combattente della Grande guerra, un dirigente della milizia degli Arditi del popolo, un esiliato politico in Francia, un volontario antifascista nella “rivoluzione” spagnola, un prigioniero nei lager tedeschi, un confinato del regime fascista, un partigiano delle formazioni della Resistenza piacentina, anzi il comandante partigiano di tutte quelle formazioni, il “comandante anarchico”.

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I reietti del Novecento hanno vinto

di Marco Severo e William Gambetta

I reietti del Novecento hanno vinto. Le canaglie del secolo prendono posto nel tempio civile. Eccoli, in bell’ordine schierati per nome e cognome. Una lapide commemorativa è per loro, posta nella sede del potere democratico, all’ingresso del Municipio.

Una lapide immaginata a Barcellona e realizzata a Parma, che affianca altre, di secoli passati, poste a ricordo di combattenti di altre battaglie e altri sguardi. Tutte a comporre, lungo i Portici del grano, un memoriale cittadino, spesso impercettibile nei ritmi del correre frenetico del terzo millennio, eppure ancora importante nella costruzione di un’identità che ci aiuta nel caotico e impalpabile presente.

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Domenica 26 aprile, sotto i Portici del Grano, inaugurazione di una lapide dedicata ai combattenti antifascisti nella guerra di Spagna

dal Comune di Parma

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Parma in occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione, domenica 26 aprile alle ore 10:30, sotto i Portici del Grano, si terrà la cerimonia ufficiale di svelamento del bassorilievo commemorativo realizzato dall’artista spagnolo Domènec, dedicato ai volontari parmensi che presero parte alla Guerra civile spagnola (1936–1939).

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La voce di Antonio Cieri in Spagna nella stampa antifascista

di Franco Ferrari

Antonio Cieri, anarchico, nato a Vasto (Abruzzo) il 10 novembre 1898, arrivò in Spagna tra i primi italiani già alla fine di luglio del 1936, poche settimane il colpo di Stati dei generali antirepubblicani. Entrò nelle fila della Sezione Italiana della Colona Ascaso, nella quale, affiancati ad una maggioranza di anarchici, si erano integrati uomini di Giustizia e Libertà, guidati da Carlo Rosselli, nonché militanti di altre formazioni politiche. La Sezione si era costituita il 13 agosto e pochi giorni dopo una prima colonna lasciava la capitale catalana per dirigersi verso il fronte di Huesca.

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In ricordo di un anarchico. Il 7 aprile, nella piazzetta dell’Avèrta di borgo del Naviglio, un’iniziativa per ricordare Antonio Cieri

da Aicvas, Centro studi movimenti, Gruppo anarchico Cieri e Unione Sindacale Italiana

Non ancora ventenne, Antonio Cieri combatte nella Grande guerra, dove si guadagna una decorazione al valore. Tornato dal fronte trova lavoro ad Ancona nelle Ferrovie dello Stato come disegnatore tecnico. Qui, negli ambienti proletari della città, aderisce al movimento anarchico e vive l’esperienza della rivolta del giugno 1920. Proprio per punirlo della sua attività “sovversiva”, la direzione ferroviaria lo trasferisce a Parma, dove entra in contatto con la milizia antifascista degli Arditi del popolo di Guido Picelli. È lui, infatti, a guidare durante l’agosto 1922 la resistenza del rione popolare del Naviglio, dove si avvengono gli scontri più duri, contro le squadre fasciste guidate da Italo Balbo.

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Le nostre prigioni. Presentazione del libro di Giovanni Taurasi sui “dissidenti nelle carceri fasciste”.

da Anpi, Anppia e Fondazione Arta

Venerdì 20 marzo, alle ore 18.30, nella Sala conferenze dell’ANPI, in piazzale Barbieri 1/A, lo storico Giovanni Taurasi presenterà il suo libro dal titolo Le nostre prigioni. Storie di dissidenti nelle carceri fasciste (Mimesis, 2021).

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A Fidenza un fiore per il partigiano “Buff”

di Marco Romeo*

La scorsa notte hanno profanato, in centro a Fidenza, il cippo del partigiano Renato Guatelli. Questa mattina come gruppo di azione di PaP Fidenza, oltre a portare la nostra vicinanza e solidarietà alla nipote Renata Sutti, abbiamo voluto omaggiare con un gesto simbolico la memoria del comandante “Buff” (Medaglia d’Oro al valor militare), portando un fiore al cippo posto in suo onore l’anno scorso nel cortile antistante l’ex macello comunale.

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Il passaporto falso di Guido Picelli

di Franco Ferrari

L’anniversario della morte di Picelli in Spagna, che cade ai primi di gennaio, può essere sempre un’occasione stimolante, oltre che per commemorarne la figura, anche per fare il punto su alcuni aspetti della sua biografia che meritano ulteriore approfondimento e precisazione. Ciò vale soprattutto per il periodo successivo al rientro dal confino, sul quale per molto tempo, in assenza di documenti fondamentali e ancora di più per il sovrapporsi di leggende e falsificazioni alimentate soprattutto da ambienti anticomunisti, non si è potuto realizzare un quadro sufficientemente preciso. La ricerca, come per altro avviene per ogni vicenda storica, non ha ancora detto parole conclusive, ma certamente ha acquisito qualche risultato che può essere verificato alla luce di conoscenze precise.

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