Sprawl, ovvero la favolaccia di Fidenza

di Potere al popolo Fidenza

Da anni ormai frammentazione e dispersione degli insediamenti sono un tratto distintivo dello sviluppo urbano in Italia, e Fidenza, purtroppo, né è esempio paradigmatico. Capannone dopo capannone, si continua a trasformare il paesaggio nel quale viviamo, in modo apparentemente inesorabile e al servizio del capitale privato.

Come focolai di una malattia, gli insediamenti pianificati nei decenni precedenti si completano e si espandono inesorabilmente in un vero e proprio diluvio di costruzioni e tutto questo avviene senza valutare se effettivamente il mercato sia in grado di assorbirne l’offerta, “drogata” dagli investimenti immobiliari privati usati dal comune come bancomat, in una spirale diabolica, per garantire servizi non più coperti da risorse pubbliche.

Negli ultimi anni hanno cominciato a moltiplicarsi le costruzioni non ultimate (vedi scheletro della futura caserma dei carabinieri) e quelle rimaste tristemente vuote in attesa di uno sviluppo produttivo ancora al di là dal venire (lungo la via Emilia, sono tanti i cimiteri di elefanti). Accanto a questa proliferazione molecolare di siti im-“produttivi”, le strutture della grande distribuzione si concentrano le une accanto alle altre, fino ad arrivare ad avere 5 supermercati in poco meno di 1,5 km in linea d’aria, in quello che ha tutta l’aria di essere una grattuggiata di grande distribuzione, che sembra non aver fine, dato che a breve si aggiungeranno 2 nuovi capannoni, da come si evince dagli ultimi 2 consigli comunali del 2025, a vantaggio però di fantastici parcheggi ad uso pubblico!

Durante la presentazione della nuova struttura che sorgerà nell’ex area Es.A.Cos, quella che sembrerebbe una boutade, è stata pronunciata con aria apparentemente seria come un vantaggio per la cittadinanza: un utilissimo parcheggio pubblico, che già immaginiamo contesissimo, per gli eventi organizzati a Fidenza a soli 2,5 km da piazza Garibaldi.

Come non essere felici delle due nuove aree verdi attrezzate che sorgeranno grazie alla lungimiranza degli investitori privati, che nell’area degli ex Gigliati svilupperanno addirittura 70.000 mq di nuovo parco urbano sulle sponde del torrente Rovacchia?!? Certo se queste aree fossero sottratte al cemento saremmo i primi a gioire delle magnifiche sorti e progressive, peccato però che, nei due casi specifici, sarebbe più corretto parlare dei mq di verde che saranno impermeabilizzati da nuove colate di cemento e asfalto, dato che ad oggi entrambe sono terreno vergine, da cui sarà salvata una piccola quota parte di verde che immaginiamo già ben illuminata e videosorvegliata a garanzia della sicurezza dei cittadini.

La storia che si sta narrando a Fidenza non è una fiaba ma ha più i contorni macabri di una favolaccia dei fratelli Grimm da cui purtroppo l’amministrazione non riesce a cogliere il senso: nella città della rendita la liberalizzazione sostituisce la pianificazione, sottraendo al ciclo biologico risorse insostituibili per l’equilibrio fra uomo e natura.