La coscienza sporca delle eccellenze

di Andrea Bui, Emanuele Leonardi* e Piermichele Pollutri

A Parma, si sa, parlar male di sua maestà il prosciutto, quello con la Corona, è tabù. Il crudo di Parma è stato costruito non solo come prodotto alimentare, ma come simbolo di un territorio, legando la città ai destini della coscia e viceversa. Se fai notare qualcosa che non va nel prosciutto, non stai soltanto mettendo in pericolo l’architrave su cui si costruisce la ricchezza del nostro territorio, stai contestando la sua stessa identità. Tradimento! E anche quando qualcuno osa oltrepassare le soglie della pubblica gogna, sono i media che creano intorno alla denuncia una cortina di ovatta, che la soffoca lentamente fino a inghiottirla. Continue reading “La coscienza sporca delle eccellenze”

Lezioni e contraddittorio: a scuola con Bruno Vespa?

di Marco Severo

Ad un certo punto un insegnante può anche sentirsi in colpa, in effetti. Se fa il calcolo di tutte le lezioni che ha condotto senza contraddittorio, nel chiuso della sua aula, a dire certe cose, senza che Fratelli d’Italia potesse intervenire, finisce per vergognarsi sinceramente. A volte ci ha anche pensato, in verità. Mentre spiegava agli alunni la Resistenza, ad esempio, è capitato che dicesse a se stesso: “Qui però ci vorrebbe il contraddittorio di Fratelli d’Italia!”. Spesso è tornato a casa turbato, tremando ha scrutato al tiggì le espressioni facciali dei Fratelli d’Italia persuaso di scorgervi segni di furore e riprovazione. “Ecco, vuoi vedere che mi hanno sgamato?!”. Continue reading “Lezioni e contraddittorio: a scuola con Bruno Vespa?”

Partigiani jugoslavi nel carcere di San Francesco a Parma 1942-1943

di Andrea Giuseppini*

Ringraziando l’autore e la redazione pubblichiamo un articolo uscito su “Pace”, il periodico del Comitato di lotta antifascista e antimperialista per la memoria storica [ndr].

Durante la seconda guerra mondiale a Parma nella chiesa di San Francesco al Prato, trasformata in carcere già dagli inizi del 1800, furono detenuti per periodi più o meno lunghi oltre 800 civili jugoslavi in totale (per quanto ricostruito dai registri del carcere). Si trattava di prigionieri politici arrestati nei territori annessi o occupati dall’Italia fascista in seguito all’aggressione della Jugoslavia da essa intrapresa nell’aprile 1941 e condannati dai tribunali militari di guerra per “abusiva detenzione di armi”, “atti di sabotaggio”, “atti contro l’esercito”, ecc. Erano cioè dei partigiani che combattevano contro un esercito occupante. Non sappiamo con precisione quanti furono i civili jugoslavi detenuti in tutta l’Italia tra la fine del 1941 e il 1944. Ma gli oltre 800 partigiani jugoslavi rinchiusi a Parma fanno sicuramente del carcere di San Francesco il luogo di detenzione più numeroso in Italia. Continue reading “Partigiani jugoslavi nel carcere di San Francesco a Parma 1942-1943”

I nostri tanti fronti popolari di Giudea…

di Mario Amadei*

Scena dal film Bryan di Nazareth, di T. Jones (1979)

In Parlamento la Sinistra non c’è e anche fuori non se la passa benissimo, ma qualcosa sopravvive. (R)esistono in Italia forze, collettive e individuali, diffuse che operano coerentemente per costruire un argine all’avanzare dell’estrema destra ma che non accettano di abbandonarsi al meno peggio, opponendosi cioè alla proposta liberista del PD. Queste forze, ad oggi, non hanno rappresentanza in Parlamento e sono di fatto escluse dal dibattito politico mainstream.

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Il proibizionismo in Italia. Intervista a Luca Marola (VIDEO)

a cura di Giacomo Montagna*

Lo stato del dibattito parlamentare, l’impalcatura reazionaria dei processi degli ultimi anni ai grow-shop e contro la cannabis-light, fino ai vantaggi, anche economici, della legalizzazione. Luca Marola, anti-proibizionista della prima ora, fondatore di uno dei primissimi grow-shop italiani (Il Canapaio Ducale) e di EasyJoint (che lo pone come vero e proprio pioniere nel settore della cannabis light), parte dalla propria esperienza personale per chiarire alcuni punti chiave della lotta al proibizionismo. (Riprese e montaggio di Alessandro Angella) Continue reading “Il proibizionismo in Italia. Intervista a Luca Marola (VIDEO)”

Parma tra le città europee con più morti per inquinamento. Perché?

di Emanuele Leonardi*

La notizia è allarmante, ma purtroppo non sorprendente: Parma è una città avvelenata, che ogni anno sacrifica le vite di oltre 200 (duecento!) dei suoi cittadini sull’altare delle produzioni nocive e del trasporto di merci. In particolare, secondo uno studio condotto dall’Università di Utrecht, dal Global Health Institute di Barcellona e dallo Swiss Tropical and Public Health Institute di Basilea, Parma è al 38esimo posto nella classifica europea (non italiana…) delle città con il più alto tasso di mortalità da polveri sottili. Continue reading “Parma tra le città europee con più morti per inquinamento. Perché?”

Tutto è business, anche i diritti

di Andrea Bui*

Chi ha accompagnato qualcuno in questura per il permesso di soggiorno, per ottenere documenti, sa che può essere una vera e propria corsa a ostacoli. File interminabili, rimpalli di ufficio in ufficio, tempi dilatati. Esperienze comuni in molti uffici nel nostro paese, ma aggravati dalle difficoltà linguistiche e da una legislazione farraginosa, modificata ad ogni campagna elettorale, perché sono decenni che sulla pelle dei migranti si giocano le campagne elettorali in Italia. È l’immigrazione il problema del nostro paese, dicono: ci hanno raccontato che asili, case popolari e servizi sanitari non ci sono perché ci sono gli immigrati, uomini e donne di serie B che vengono fatti entrare nel paese per scroccare la nostra ricchezza o per oscuri piani di sostituzione etnica. Continue reading “Tutto è business, anche i diritti”

L’inquietante ritorno di “Big Jim” Bernini

di Redazione

Dietro un lungo striscione bianco con la scritta “Parma chiede di Svoltare”, lunedì 18 gennaio è andata in scena la protesta del centrodestra parmigiano contro l’amministrazione comunale di Federico Pizzarotti, criticata per le sue responsabilità negli illeciti di cui è accusato il legale rappresentante della cooperativa Svoltare. A passarsi il megafono, ben vestiti e pettinati davanti a qualche decina di persone, sono i leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tra loro anche qualche personalità balzata alla cronaca per modalità non proprio ortodosse nel fare propaganda, come Priamo Bocchi. Ma per chi ha un minimo di memoria, il presidio ha rispolverato volti ben più inquietanti, anche se nascosti dalle mascherine. Tra gli oratori, infatti, spiccava la muscolosa e impettita figura di Giovanni Paolo Bernini, un dirigente politico di Forza Italia che ha senz’altro fatto la storia degli ultimi decenni di questa città. Non crediamo in senso propriamente positivo. Continue reading “L’inquietante ritorno di “Big Jim” Bernini”

Studenti, genitori e insegnanti in presidio davanti alla Prefettura

di Igor Micciola

Studenti in presidio, oggi pomeriggio (15 gennaio) di fronte alla Prefettura di Parma

Digitalizzazione, lezioni a distanza e smart learning. Per molti sarebbe questo il futuro della scuola, a maggior ragione con la crisi pandemica che accelererebbe inevitabilmente il processo. E invece, il “futuro”, incarnato da migliaia di studenti in tutta Italia, scende in piazza a dire un sonoro quanto preoccupato “No alla Dad, no alla chiusura delle scuole”. Il mondo scolastico ha manifestato lo stesso profondo dissenso anche a Parma: oggi pomeriggio, intorno alle 16.00, circa 300 persone, tra studenti, docenti e genitori, si sono ritrovati in un presidio davanti alla Prefettura in via Repubblica, uniti nella protesta contro i continui rinvii del governo alla riapertura degli istituti superiori. Continue reading “Studenti, genitori e insegnanti in presidio davanti alla Prefettura”

Butterfly bullet (pallottola a farfalla)

di Francesco Antuofermo

Il proiettile Butterfly è un tipo di proiettile lanciato più velocemente del suono che causa gravi danni agli strati di carne e alle ossa quando colpisce il corpo umano. È usato dai cecchini dell’esercito israeliano contro i manifestanti senza armi ai confini di Gaza.

“La Striscia di Gaza è sempre più il luogo dove Tel Aviv sperimenta le sue armi più mortali che poi esporta all’estero. Un business redditizio: l’industria militare israeliana misura il doppio delle esportazioni pro capite della sua controparte statunitense ed impiega una percentuale di forza lavoro nazionale del doppio rispetto a USA e Francia”, (16 ottobre 2018, Nena News).

La ricchezza della società si presenta ancora oggi come una enorme accumulazione di merci. Esse la rappresentano in quanto sono depositarie al loro interno di un valore materiale in grado di appagare dei bisogni che riflettono l’oggetto di desiderio del consumatore. Fra tutte le merci in circolazione, le armi soddisfano un bisogno alquanto particolare. La loro utilità spesso è legata alla capacità di distruggere, annientare, eliminare proprio il destinatario del suo scopo intrinseco: il consumatore diventa il consumato. Il valore d’uso delle armi cioè esprime la terribile necessità di autodistruzione del sistema, della sua periodica svalorizzazione, sia nella componente variabile (quella umana) che in quella costante (dei mezzi e dei materiali) necessari alla produzione. Continue reading “Butterfly bullet (pallottola a farfalla)”