La redazione

Dopo la notizia della denuncia di 21 persone per la manifestazione spontanea della sera del primo ottobre scorso avvenuta a Parma in solidarietà con la Global Sumud Flotilla, fermata quel giorno stesso dalle forze del governo israeliano, ieri sono stati diffusi numerosi comunicati di solidarietà ai denunciati appartenenti a diversi gruppi della sinistra antagonista della città, oltre che a due assessori della giunta comunale (Francesco De Vanna e Caterina Bonetti) e due consigliere comunali (Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo). Li pubblichiamo di seguito, esprimendo anche la nostra totale solidarietà ai denunciati.
Rifondazione comunista di Parma:
Rifondazione Comunista Parma esprime solidarietà alle persone coinvolte nell’indagine relativa alla protesta per la Flotilla. Manifestare è un diritto. Anche quando lo si fa con forme di protesta forti, resta uno strumento legittimo per farsi ascoltare e portare all’attenzione pubblica temi che riguardano la pace, i diritti e quanto sta accadendo in Palestina, dove è in corso una tragedia umanitaria che noi continuiamo a denunciare come genocidio.
Pensiamo che affrontare queste mobilitazioni soprattutto sul piano giudiziario rischi di creare distanza tra le istituzioni e chi sente il bisogno di partecipare e di esprimere il proprio dissenso.
Alle persone coinvolte va la nostra vicinanza umana e politica.
A Parma deve continuare a esserci spazio per il confronto, per il dissenso e per l’impegno civile. Noi continueremo a stare dentro queste mobilitazioni, con serietà e responsabiltà.
Potere al Popolo Parma:
Esprimiamo piena solidarietà a tutti i 21 indagati per la manifestazione del 1 Ottobre scorso. Ricordate? La Flotilla con gli aiuti per Gaza venne fermata da Israele che arrestò gli equipaggi. Quella sera una marea spontanea, in tutta Italia si riversò nelle strade e cercò di far sentire la propria voce, la propria volontà di non continuare ad assistere ad un genocidio in diretta social, spalleggiato dall’ipocrisia e dal servilismo del nostro governo e di quelli occidentali. Ora un’inchiesta giudiziaria contesta perfino la presenza ad una manifestazione che si è svolta in modo assolutamente pacifico. Dietro questa ondata di denunce si rileva già l’intento politico di una repressione sempre più dilagante e antidemocratica.
Come Potere al Popolo, che ha partecipato e sostenuto le manifestazioni contro il genocidio in Palestina, crediamo come tanti altri che il posto giusto dove stare sia quello a fianco dei popoli oppressi, che spesso è un posto scomodo.
Ci vediamo in piazza e in strada a breve, perché di politica c’è più che mai bisogno, di quella che coinvolge, di quella che non si gira dall’altra parte, di quella che guarda negli occhi senza paura l’avversario.
Alleanza Verdi Sinistra di Parma:
Alleanza Verdi e Sinistra di Parma esprime solidarietà e vicinanza agli Assessori del Comune di Parma Bonetti e De Vanna e alle consigliere comunali Corsaro e Oluboyo, indagati dalla Procura di Parma per avere manifestato lo scorso primo ottobre in appoggio all’iniziativa pacifica e umanitaria denominata Global Sumud Flotilla e contro il genocidio perpetrato a Gaza dal governo di Israele. La loro presenza in stazione alla fine della manifestazione, secondo quanto emerso dell’indagine della Procura, costituirebbe una sorta di concorso morale e implicito appoggio alla temporanea occupazione della sede ferroviaria da parte di alcuni attivisti.
Come AVS riteniamo che questa vicenda sia il frutto avvelenato della criminalizzazione di ogni manifestazione creata dal governo Meloni attraverso i vari decreti “sicurezza” che colpiscono chi esercita pacificamente un diritto sancito dalla Costituzione. Come accaduto a Torino, le responsabilità di violazioni di legge di singoli attivisti vengono attribuite collettivamente a chi manifesta o li rappresenta. L’intento è chiaro: intimidire rappresentanti democraticamente eletti e dissuadere i cittadini dall’esprimere pubblicamente il proprio dissenso
Lo stesso intento che vediamo nel progetto di legge contro l’antisemitismo, che vuole in realtà zittire ogni voce critica contro i crimini commessi da Israele, riconosciuti e condannati dalla Corte di Giustizia Internazionale.
Ci pare questa una anticipazione di quanto potrebbe accadere se dovesse passare il referendum sulla riforma della giustizia con la magistratura inquirente messa sotto il controllo del governo. E una ragione ulteriore per mobilitarsi a tutela dei diritti costituzionali”.
Usi-Cit e Gruppo Anarchico “Antonio Cieri” di Parma:
Siamo solidali e complici con tutte le compagne e compagni indagati per avere agito nel denunciare la situazione a Gaza e in Palestina in appoggio alla Global Sumud Flottilla. Questa denuncia politica dimostra la natura repressiva del Governo, la complicità con il genocidio e l’indifferenza alla condizione di milioni di persone.
Casa delle donne di Parma:
Protestare contro un genocidio è giusto?
Scendere in piazza per due anni per chiedere al governo italiano di prendere le distanze dal governo criminale di Netanyahu, di interrompere le relazioni commerciali, di smettere di inviare armi che si accaniscono su persone allo stremo è giusto? Chiedere all’Università di non aderire a progetti di ricerca collusi con l’industria bellica è giusto? Protestare contro l’aggressione israeliana a navi e persone che portano aiuti umanitari è giusto?
Non essere MAI ascoltati è giusto?
E allora portare i propri corpi laddove non possono NON essere ascoltati è giusto! Sì, è giusto, umano e NECESSARIO.
Che poi un governo reazionario e oppressivo dichiari queste azioni un reato fuori dalla legalità non ha nulla a che fare con la giustizia.
21 persone sono state denunciate per aver protestato contro tutto questo e noi ci chiediamo perché solo loro. In quella manifestazione c’eravamo tutt*. Perché era manifestazione GIUSTA.
Tutta la nostra solidarietà ai 21 denunciati.
CIAC, Casa della pace, Casa delle donne, Donne in nero, OltreCoro, Parma Città Pubblica, Rete Kurdistan, UDU Parma – Unione degli Universitari, ANPPIA, Comunità palestinese e solidali, Movimento palestinese x la coltura, la democrazia e la libertà, Montanara laboratorio democratico, Oltrecura – Laboratorio di salute popolare, Libera Parma, Coro dei Malfattori, Coordinamento Democrazia Costituzionale, LaPaz e ArtLab Parma:
La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la mobilitazione a sostegno della Freedom Flotilla alla stazione di Parma dello scorso anno non è solo un passaggio procedurale: è il tentativo di trasformare un’istanza di giustizia in un crimine.
In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e studentesse, cittadine e cittadini: un atto corale di dignità, nato dall’imperativo morale di rompere il silenzio complice su quanto accadeva e accade a Gaza. Rivendichiamo la legittimità di una mobilitazione che ha messo il corpo e la faccia a difesa dei valori universali.
Mentre le inchieste fanno il loro corso, non possiamo tacere di fronte a un paradosso storico che interroga le coscienze di tutti: mentre non si denuncia il genocidio e anzi se ne è complici, si sceglie di processare la protesta. È inaccettabile che la forza della legge si abbatta con solerzia su chi chiede pace, mentre la politica resta inerme di fronte alla distruzione sistematica di un popolo. L’azione della magistratura va sempre rispettata, ma quando il governo ignora il rispetto dei diritti umani fondamentali, la società civile ha il dovere di reagire. Esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a tutte le persone coinvolte. Non lasceremo solo nessuno in questo percorso: per questo motivo, ci impegniamo a mettere a disposizione delle persone indagate tutto il supporto necessario, anche a livello legale, per difendere non solo i singoli, ma il diritto di tutti a manifestare contro l’orrore.
Art Lab Bene Comune:
Dopo le enormi mobilitazioni per la Palestina libera che hanno riempito strade e piazze di tutta Italia, animate dal grido “BLOCCHIAMO TUTTO!”, a Parma sono stati notificati 21 provvedimenti giudiziari per il corteo spontaneo del 1° ottobre 2025, nato a seguito dell’abbordaggio della Global Sumud Flottila.
Apprendiamo senza sorpresa né paura che questa inchiesta colpisce alcunə esponenti del nostro spazio sociale e delle organizzazioni della sinistra antagonista di questa città che hanno sostenuto le mobilitazioni per la Palestina libera a Parma. Si tratta di un atto intimidatorio e repressivo inaccettabile, che mira a criminalizzare e spegnere il vivo movimento locale di solidarietà per la Palestina.
Le straordinarie mobilitazioni contro il genocidio del popolo palestinese hanno disturbato gli interessi delle classi dirigenti, pienamente allineate e complici, e mostrato chiaramente le storture del sistema capitalista e imperialista occidentale, che fa leva su misure securitarie per affermare il proprio dominio.
Chi ha scelto di non restare in silenzio di fronte al genocidio in corso e alla complicità di governi, aziende e governance internazionali con i crimini sionisti, è statə identificatə e denunciatə dalle autorità.
Il messaggio è chiaro: chi manifesta la propria solidarietà e il proprio dissenso, chi pratica conflitto viene criminalizzatə e punitə. Chi invia armi, supporta chi compie crimini di guerra e tace davanti alla sistematica violazione del diritto internazionale, invece no.
Come si è detto in quei giorni di ottobre: “Volevamo liberare la Palestina e invece è la Palestina che ha liberato noi”. Le mobilitazioni per la Palestina libera hanno dimostrato, da nord a sud, che nessuna misura repressiva, nessun attacco pubblico (né dalla stampa del sistema, né da parte di politici nostalgici) può cancellare la determinazione che ci ha portato a scendere in piazza. È stata la forza della responsabilità politica che parte dal basso, delle coscienze individuali che scelgono di compattarsi per ripudiare insieme l’ingiustizia.
Allora continueremo ancora, sempre più determinatə, a scendere in piazza per la libertà e per la giustizia eco-sociale di tuttə, conscə di non esserci giratə dall’altra parte di fronte al fascismo, alla guerra e al genocidio.
Esprimiamo forte la nostra solidarietà a tuttə lə altrə compagnə colpitə per aver protestato contro il massacro a Gaza e il blocco degli aiuti umanitari.
La storia ci assolverà. Palestine libera, Palestina libera tutt3!
