da Compagni e compagne di Parma

Con la scomparsa di Andrea Marvasi, il Foro di Parma e la città intera perdono non solo un penalista di raro acume, ma un baluardo di civiltà e un instancabile difensore dei diritti. Andrea non ha mai inteso la professione forense come un semplice esercizio tecnico, ma come una missione civile dedicata, per vocazione e spirito, alla causa degli ultimi, di coloro che non si sono arresi e non si arrendono allo stato attuale delle cose, all’ingiustizia, alla disparità assunta come sistema sociale.
Per decenni, Andrea Marvasi è stato il volto e la voce di chi non ne aveva. Avvocato in controtendenza, egli ha scelto coraggiosamente di prendere la difesa dei movimenti e dei centri sociali che hanno rianimato Parma tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, colpiti qui come altrove con decine di denunce, processi, arresti e sgomberi, azioni di una macchina repressiva statale che ora come allora intende spazzare via il dissenso e le pratiche di lotta.
In quelle aule di tribunale dove venivamo processati, Andrea portava l’energia della strada e il rigore della legge, difendendo il diritto al dissenso e la dignità dei movimenti popolari.
Amava definirsi, con un’immagine che ne riassumeva l’essenza ribelle e romantica, “sempre dalla parte dei Pellerossa”. E dalla parte dei Pellerossa diversi articoli, anche di testate locali, lo definivano quando si presentava in tv oppure a riviste e giornali. Non un semplice slogan, ma una filosofia di vita: stare dalla parte di chi resiste, di chi è assediato dal potere, di chi lotta per la propria sopravvivenza sociale e culturale. Ed è anche per questo che il suo impegno non si esauriva nel codice penale.
Con lungimiranza e passione per la verità, Andrea aveva fondato la casa editrice Fedelo’s, trasformandola in un laboratorio di memoria collettiva. Attraverso questa creatura editoriale, ha dato voce ad autori locali e nazionali, con un occhio di riguardo per le ferite ancora aperte della nostra storia. Tra le sue pubblicazioni Ribelli come il Sole di Gianluca Foglia “Fogliazza”, Sconvocati. Le tangenti, la rivolta, la crisi del sistema Parma di Marco Severo, Lo stranier. Vita anarchica di Antonio Cieri di Giorgia Sisti, il testo di Piermichele Pollutri Parma 25 agosto 1972. L’omicidio di Mariano Lupo, e Una stagione di fuoco. Fascismo, guerra e Resistenza nel Parmense a cura del Centro Studi Movimenti. Opere che, grazie al coraggio di Marvasi, hanno continuato a stimolare la riflessione su una stagione di passioni, lotte e tragedie che hanno segnato profondamente l’identità della nostra città.
Uomo di relazioni profonde e stime reciproche, Andrea ha condiviso percorsi professionali e ideali con figure di spicco del panorama giuridico italiano. Nel Foro di Parma, il suo nome resta affiancato a quello del compianto Decio Bozzini, uniti non solo dalla competenza tecnica, ma da un’eleganza intellettuale e un’integrità morale che restano d’esempio per le nuove generazioni di avvocati.
“Ho scelto di essere un avvocato dei Pellerossa perché la giustizia non è tale se non sa guardare negli occhi chi è rimasto indietro”. Andrea è stato attivo anche in importanti processi di risonanza non solo italiana, come quello del crac Parmalat.
Oggi Parma saluta un uomo libero, un intellettuale, un avvocato che ha onorato la sua toga rendendola scudo per i più deboli.
Che la terra ti sia lieve, Andrea.
Parma, 17 febbraio 2026
