Decine di barche provenienti da 44 Paesi, centinaia di attivisti, migliaia di voci unite per rompere il silenzio e portare aiuti umanitari: è la Global Sumud Flotilla, che si prepara a salpare per portare speranza alla popolazione di Gaza. È la risposta della società civile internazionale che sceglie di muoversi di fronte all’inerzia dei governi, dopo oltre venti mesi di massacri e silenzi.
Anche Parma il 4 settembre alle 18,30 in Piazza Garibaldi, risponde alla chiamata della mobilitazione nazionale per la campagna “Da ogni fiume a ogni mare”. Nel giorno della partenza della Global Sumud Flotilla dai porti siciliani, scendiamo in piazza in tutto il Paese per sostenere la rotta verso Gaza e denunciare l’assedio illegale imposto da Israele, che vogliamo contribuire a rompere.
Con le nostre azioni chiediamo: – la restituzione del mare a Gaza e il diritto del popolo palestinese ad accedervi, – il sostegno alle resistenze dei popoli indigeni nel mondo, – la riappropriazione degli spazi pubblici come luoghi di solidarietà e lotta, – al Governo italiano di smettere di vendere armi a Israele e imporre un embargo e sanzioni adeguate ai crimini contro l’umanità commessi (come indicato dalla Corte di Giustizia Internazionale).
“Cessate il fuoco! Fermare Israele! Fermare il massacro del popolo palestinese!”: è questo lo slogan con cui numerosi partiti e associazioni hanno convocato un presidio a Parma, per venerdì 11 aprile, alle ore 17.30, davanti alla Prefettura (strada Repubblica, 39). L’iniziativa parte in seguito a un appello lanciato dall’Anpi nazionale, alla quale però non ha aderito la Comunità palestinese della città che, in un comunicato, chiede conto ad alcune organizzazioni che hanno promosso la manifestazione delle ragioni della loro assenza nelle tante manifestazioni svolte a Parma nei mesi passati. Tuttavia, i palestinesi di Parma rilanciano anche una mobilitazione comune attraverso un’iniziativa concreta: una mozione del Consiglio comunale di condanna del genocidio del popolo palestinese da parte del governo di Israele. Di seguito i due comunicati (ndr).
Sabato scorso, 22 febbraio, all’Ex-Macello a Fidenza il nodo di Potere al Popolo ha organizzato una serata per la Palestina con assaggi della cucina palestinese e la proiezione di “From Ground Zero”, insieme di cortometraggi girati nel 2024 a Gaza, un progetto ideato dal cineasta palestinese Rashid Masharawi. Il film, con Michael Moore come produttore esecutivo, è una testimonianza diretta di quello che sta avvenendo a Gaza, del genocidio e della distruzione provocata dall’occupazione. Durante la serata è stata anche raccontata la storia di Majed Al-Shorabji, palestinese di Gaza che dal 2019 vive e lavora a Fidenza, ma che a settembre 2023 è rientrato a Gaza per fare visita al padre malato e che da quell’inferno non è più riuscito a uscire. Continue reading “A Fidenza Potere al Popolo chiede l’assessorato alla pace per Majed Al-Shorabji”
Lunedì 27 gennaio, alle ore 18.30, al Circolo Aquila Longhi di Parma (vicolo Santa Maria, 2) verrà proiettato il film “From Ground Zero”, un progetto ideato dal cineasta palestinese Rashid Masharawi che raccoglie 22 brevi cortometraggi realizzati da giovani registi di Gaza. Il film, con Michael Moore come produttore esecutivo, è una testimonianza diretta di quello che sta avvenendo a Gaza, del genocidio e della distruzione provocata dall’occupazione. Ingresso ad offerta fino ad esaurimento posti.
Subito dopo la combattiva manifestazione del 18 novembre per il cessate il fuoco a Gaza e per la Palestina sono arrivati i comunicati innervositi di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, noto a Parma per il suo iperattivismo su facebook (un “leone da tastiera” insomma) e per le sue mire carrieristiche, e di una associazione locale sionista. Evidentemente il fatto che molti parmigiani si siano accorti che il governo e i comandi militari israeliani stiano compiendo un massacro di proporzioni immani, innervosisce sia il politico in carriera che i filogovernativi sionisti. E dunque, anche nei loro testi, si continua a confondere la lotta contro una politica colonialista e razzista con un inesistente antisemitismo. E’ arrivata la risposta, che pubblichiamo di seguito, della Comunità palestinese di Parma. Intanto la mobilitazione per la Palestina continua: oggi a Reggio Emilia un nuovo corteo, con partenza alle 15 da Piazza Vittoria, attraverserà le strade della città. Ci sarà una grande partecipazione anche da Parma (con ritrovo alle 14 alla stazione ferroviaria) [ndr].Continue reading “Ancora un corteo per la Palestina”
Oggi, sabato 18 novembre si svolgerà a Parma una nuova manifestazione di solidarietà con il popolo palestinese e per il cessate il fuoco su Gaza. La partenza del corteo è prevista per le 15, con concentramento a piazzale Santa Croce. In vista di questo nuovo appuntamento la comunità italo-palestinese di Parma ha scritto una lettera aperta al Comune di Parma che pubblichiamo [ndr].
Noi della comunità palestinese di Parma, arrivati ora alla terza generazione (essendo molti di noi arrivati da decenni, ai quali si sono aggiunti studenti e dottorandi) in molti siamo cittadini italiani e i nostri figli e nipoti sono italo-palestinesi. Possiamo definirci Comunità di italo-palestinesi parmensi e apprezziamo la nostra città, Parma, medaglia d’oro al valore militare, decorata il 9 settembre 1947 per il sacrificio della sua popolazioni e per la sua lotta Partigiana.
İl corteo è stato deciso, colorato e soprattutto combattivo. La rabbia per un genocidio in corso, quello palestinese, non lascia spazio ad interpretazioni. “Palestina libera”, “Gaza libera” e “Falastin hurra, İsrail barra” sono slogan urlati a squarciagola da arabi di prima, seconda e terza generazione, dai giovani italiani, da facce che sempre meno vedi in piazza. Forse il 25 aprile, qualche volta. Speso disilluse dalla politica. Continue reading “Fianco a fianco per la Palestina!”
Sabato 7 ottobre ero a Betlemme, a casa della mia amica Nur, mi ero svegliata presto perché nel pomeriggio dovevo rientrare in Italia, stavo preparando i bagagli. Nur abita in un campo profughi, uno dei tre presenti i città, uno tra i 27 della Palestina occupata, uno tra i 32 presenti in Siria, Libano e Giordania. Questi campi sono nati insieme all’esodo dei rifugiati palestinesi in fuga dall’occupazione militare israeliana del 1948: anno diventato periodizzante e contestato, ricordato da una parte come la nakba, la catastrofe, in cui venne perso lo stato e iniziò il genocidio della popolazione araba; dall’altra parte, celebrato come l’anno di fondazione dello stato ebraico. Continue reading “Il terrore del quotidiano”
Il proiettile Butterfly è un tipo di proiettile lanciato più velocemente del suono che causa gravi danni agli strati di carne e alle ossa quando colpisce il corpo umano. È usato dai cecchini dell’esercito israeliano contro i manifestanti senza armi ai confini di Gaza.
“La Striscia di Gaza è sempre più il luogo dove Tel Aviv sperimenta le sue armi più mortali che poi esporta all’estero. Un business redditizio: l’industria militare israeliana misura il doppio delle esportazioni pro capite della sua controparte statunitense ed impiega una percentuale di forza lavoro nazionale del doppio rispetto a USA e Francia”, (16 ottobre 2018, Nena News).
La ricchezza della società si presenta ancora oggi come una enorme accumulazione di merci. Esse la rappresentano in quanto sono depositarie al loro interno di un valore materiale in grado di appagare dei bisogni che riflettono l’oggetto di desiderio del consumatore. Fra tutte le merci in circolazione, le armi soddisfano un bisogno alquanto particolare. La loro utilità spesso è legata alla capacità di distruggere, annientare, eliminare proprio il destinatario del suo scopo intrinseco: il consumatore diventa il consumato. Il valore d’uso delle armi cioè esprime la terribile necessità di autodistruzione del sistema, della sua periodica svalorizzazione, sia nella componente variabile (quella umana) che in quella costante (dei mezzi e dei materiali) necessari alla produzione. Continue reading “Butterfly bullet (pallottola a farfalla)”