Priamo Bocchi sostiene l’inclusione?! Gli assurdi tentativi di “sterilizzare” il 25 aprile

di Emanuele Leonardi

La contestazione allo striscione della Brigata ebraica filosionista a Parma del 25 aprile 2025 (foto di parmatoday.it).

Voladora ha già dedicato attenzione alla vicenda dell’avviso di fine indagine recapitato a 18 militanti della sinistra parmigiana per i fatti del 25 Aprile 2025, pubblicando un importante comunicato della Comunità Palestinese, del Fronte della Gioventù Comunista e di Potere al Popolo.

Su quel piano, non ho nulla da aggiungere: mi limito alla condivisione piena. Vorrei però dedicare una riflessione al peculiare contesto politico in cui si situano i fatti in questione. In particolare, partirei dalle parole che Priamo Bocchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha rilasciato alla “Gazzetta di Parma” (venerdì 8 maggio): “Nessuno dovrebbe sentirsi escluso da uno spazio pubblico per la propria identità o per le proprie idee”.

A prima vista, si tratta di un ragionamento condivisibile – pure troppo, forse: sembra quasi un manifesto di inclusività “woke”, infarcito di quella tolleranza da mollaccioni che certo farebbe storcere il naso allo smemorato ministro Valditara.

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Quelli che i 21 denunciati… “criminali”, “inopportuni”, “imprudenti”

La redazione

In città si discute da diversi giorni delle 21 denunce che hanno colpito alcuni dei partecipanti al corteo del 1° ottobre scorso. Quella sera, come in tante altre città, c’è stata una manifestazione spontanea contro l’assalto delle forze israeliane alla Global Sumud Flotilla, l’arresto del suo equipaggio e il sequestro di medicine e alimenti destinati alla popolazione palestinese stremata.

Alla manifestazione, che dall’Oltretorrente si è diretta prima in centro storico e poi alla stazione, si sono aggregate “più di 1500 persone” (secondo i giornalisti presenti)[1]. Un corteo pacifico ma profondamente indignato non solo per l’aggressione alla Flotilla ma anche per i due anni di bombardamenti su Gaza che hanno fatto 72 mila vittime, per la maggior parte donne e bambini. Un corteo che aveva come obiettivo quello di spingere il governo Meloni ad attivarsi per fermare il genocidio, bloccare l’invio di armi e di ogni altro supporto al governo di Netanyahu.

Per questo, dunque, dicevamo, la Procura ha denunciato 21 persone e in città si è scatenato il dibattito[2]

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Baby gang: questione di sicurezza? No, solo arrivismo politico

di Potere al popolo Parma

È davvero triste assistere al dibattito politico, anche nella nostra città. Oggi tocca alla Cavandoli che nella corsa a tre con Vignali e Bocchi deve tenere il passo. Il tema? L’unico tema possibile, l’unico di cui si possa parlare: baby gang, Parma come il Bronx, non si può più uscire la sera. I mezzi di informazione locali, ma ormai sempre più anche pagine social, chiamano al minuto d’odio contro gli immigrati.

Oggi la Cavandoli mette in relazione un episodio di cronaca avvenuto in via Farini, invocando espulsioni, “buonismo della sinistra”, integrazione fallita. Violenza&Degrado: soluzione? “Negri a casa! Ordine!”

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Unione Sindacale di Base contro Bocchi: “Si vergogni delle dichiarazioni contro i lavoratori del Teatro Regio”

di Unione Sindacale di Base – Confederazione di Parma

Le dichiarazioni del consigliere comunale di FdI Priamo Bocchi riportate dalla stampa locale e sulle proprie pagine social, sono vergognose ed inaccettabili. Un attacco non solo al diritto di sciopero ma soprattutto un insulto all’intelligenza delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro Regio.

Il consigliere offende profondamente il buon nome delle lavoratrici e dei lavoratori del Regio che ogni giorno con professionalità e dedizione svolgono il proprio lavoro con l’obiettivo unico della riuscita di ogni evento cittadino che in questi anni ha reso grande e prestigioso il nome del Teatro.

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L’omicidio di Mario Lupo ai tempi di Fratelli d’Italia

di William Gambetta

Funerali di Mario Lupo. Parma, 28 agosto 1972 (foto di Beppe Fontana).

Quest’estate la “Gazzetta di Parma” ha pubblicato una lunga intervista, curata da Paola Guatelli, a Edgardo Bonazzi, l’omicida di Mario Lupo[1]. Il titolo racconta già l’essenza di queste due paginone: “Ho ucciso Mariano Lupo, ma non doveva succedere”. Sostanzialmente l’ormai anziano Bonazzi, che per questo e altri reati ha passato in carcere numerosi anni, ribadisce la tesi della morte di Lupo come «disgrazia, qualcosa che non doveva accadere».

Una tesi già avanzata all’epoca da lui e dai suoi avvocati nei due processi che si svolsero ad Ancona tra l’estate del 1975 e quella del 1976 e alla quale non credette né il Tribunale d’appello ‒ che condannò per «omicidio volontario» Bonazzi a 14 anni e 8 mesi di reclusione, Andrea Ringozzi a 9 anni e 4 mesi, e Luigi Saporito a 6 anni e 3 mesi ‒ né la Corte di cassazione che quella sentenza confermò. Secondo la Corte d’appello, infatti, non potevano esservi dubbi «sul fatto che i giovani missini, quella sera, avevano in animo di fare qualcosa, e si erano preparati in tal senso»[2].

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La magia del Maranza

Potere al Popolo Parma

Indubbiamente il tempo che viviamo è molto difficile per molti di noi. La precarietà lavorativa, il futuro oscurato dalle prospettiva di una guerra sempre più vicina e il crescente disagio che si respira nelle nostre città sono impossibili da non sentire.

La società in cui viviamo ha un problema serio che avrebbe bisogno di essere affrontato adeguatamente, con risposte precise e risorse, tante risorse, proprio mentre il governo obbedisce alla Nato e parla di destinare alla spesa militare il 5% del PIL. Mentre gli ospedali e servizi sociali affondano e noi con loro: perché la nostra ricchezza sono proprio quei servizi pubblici senza i quali la vita è un percorso a ostacoli in cui solo i ricchi, quelli nati ricchi, possono permettersi di stare tranquilli.

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L’arroganza dei “patrioti” contro il liceo Romagnosi di Parma

Centro studi movimenti

Questi i fatti. Nelle ultime settimane, nel mondo della politica italiana si è riacceso il dibattito sull’Unione Europea. Tra le tante dichiarazioni, la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nel luogo più importante della rappresentanza popolare, la Camera dei deputati, ha stigmatizzato il Manifesto di Ventotene. Lo ha fatto citando delle frasi che, a suo dire, sono “spaventose”. Continue reading “L’arroganza dei “patrioti” contro il liceo Romagnosi di Parma”

Ciò che inquieta del discorso osceno di Priamo Bocchi

Casa delle donne Parma

Commento lungo ma necessario su Priamo Bocchi e sulla crisi di virilità (perché non ci accontentiamo e perché ci sono troppi tranelli nell’eco e nel discorso del consigliere regionale).

Ciò che ci inquieta del discorso di Priamo Bocchi è che Priamo Bocchi non parla da alticcio avventore di un qualsiasi bar della nostra città sorniona, ma prende parola nello spazio pubblico e lo fa da esponente politico di Fratelli d’Italia, il partito che governa il nostro Paese e che, stando ai sondaggi, pare sfiorare il 30% dei consensi. Continue reading “Ciò che inquieta del discorso osceno di Priamo Bocchi”

Potere al Popolo a Priamo Bocchi: “la virilità è il problema, e c’è ancora molto da fare!”

da Potere al Popolo Parma

Priamo Bocchi ha ragione. Il problema è la virilità.

Un uomo insicuro e incapace di comprendere che la libertà della donna non rappresenta una minaccia, e che una donna indipendente non è un nemico da abbattere, è, certamente, un uomo che ha un problema con il concetto stesso di “virilità”, intesa come condizione di sviluppo completo e armonico e prendendo le distanze da un concetto arcaico e violento di virilità come possesso e predominio – tipico della cultura patriarcale – concetto distorto e nocivo che è dovere di tutte e tutti noi cercare di decostruire. Continue reading “Potere al Popolo a Priamo Bocchi: “la virilità è il problema, e c’è ancora molto da fare!””

Vignali, Bocchi e la “Parma reloaded”

di Marco Severo

Pietro Vignali e Priamo Bocchi sono diventati consiglieri regionali. Dai e dai ce l’hanno fatta. Parma manda a Bologna due figure della politica locale alle quali, tutto sommato, siamo affezionati come si può essere affezionati a una maschera della commedia dell’arte, a due personaggi del GialappaShow, alle scarpette di Sant’Ilario.

L’esperienza politica dell’ex sindaco Vignali (Forza Italia), interrotta nel 2011 dalle inchieste giudiziarie, e le chiappe esibite anni fa in Consiglio comunale da Bocchi (Fratelli d’Italia), non hanno affatto penalizzato i due candidati agli occhi dei loro elettori: oltre diecimila se sommati insieme, tra città e provincia. Continue reading “Vignali, Bocchi e la “Parma reloaded””