di Comitato società civile per il No nel referendum costituzionale
Il 17 Gennaio 2026, alle ore 11, nella Sala Arta di Via Treves, 2 a Parma, verrà ufficializzato il Comitato provinciale Società civile per il NO nel referendum costituzionale, con una conferenza stampa durante la quale verranno esposte le ragioni per le quali ci si oppone alla riforma della giustizia Nordio.
Molte le realtà della società civile, i sindacati e i partiti che hanno aderito alla campagna per il sostegno al NO a livello provinciale, un fronte che auspichiamo possa allargarsi ad una molteplicità di soggetti in difesa della Costituzione.
Le vetrine della Casa delle donne di Parma in via Melloni.
La Casa delle donne risponde ai cori fascisti che il 28 ottobre sono risuonati in borgo del Parmigianino, strada a pochi metri dalla sua sede di via Melloni. E lo fa esponendo dalle sue vetrine grandi immagini di due donne che 80 anni fa hanno già risposto a quella cultura violenta e oppressiva che i giovani di Gioventù nazionale sembrano rimpiangere.
Due partigiane – la parmigiana Mirka Polizzi e la bellunese Aida Dal Mas – che dovrebbero ricordare a tutti quanto sia stato faticoso per le donne di allora conquistarsi un ruolo diverso da quello che i fascisti (quelli che cantavano Giovinezza) hanno sempre imposto loro. Due partigiane che hanno sovvertito quel ruolo materno, ancillare, domestico che il fascismo ha cucito addosso ad ogni donna.
I giovani universitari fascisti dicevano: “non vogliamo le donne in università, le vogliamo nude sul sofà”. Queste due donne, come tutte le altre che hanno aderito alla lotta di Liberazione, hanno risposto a quella cultura sessista e non dovremmo dimenticare mai quanto sia stata faticosa ma anche dirompente e necessaria quella rottura.
La loro fatica la nostra fatica, la loro battaglia la nostra battaglia. Ora e sempre Resistenza.
Se il mondo è un luogo dove violenza e sfruttamento vengono propagandati e giustificati come gli strumenti salvifici per una sola parte di umanità a scapito di altre -evidentemente considerate meno o affatto degne- allora la Cena dei Mille ha un senso.
Nelle settimane scorse esponenti di Fratelli d’Italia avevano goffamente attaccato il Liceo classico e linguistico Romagnosi di Parma per aver organizzato alcune lezioni e incontri. Molte voci si sono sollevate per esprimere solidarietà al preside, ai docenti e a tutta la scuola, tra le quali anche quella del Centro studi movimenti (qui il link). Negli ultimi giorni anche i rappresentanti degli studenti del Liceo scientifico Marconi e dello stesso Liceo Romagnosi hanno inviato alla stampa i loro comunicati che pubblichiamo di seguito (ndr).
Si avvicina il 25 novembre e le iniziative per discutere di violenza di uomini sulle donne si moltiplicano, così come gli incontri per prepararsi alla giornata. Molte ne sono le realtà protagoniste: dal Centro antiviolenza alla Casa delle donne, da Maschi che si immischiano agli studenti che organizzano assemblee di istituto per parlarne e maturare maggior consapevolezza. Alcune di queste iniziative hanno il sostegno delle istituzioni, dall’amministrazione comunale ai vertici scolastici e universitari. Forse – nonostante vi sia ancora chi nega la persistenza di una cultura patriarcale, nonostante l’ipocrisia virilista che invoca la pena capitale o la castrazione chimica a ogni nuova donna ammazzata o violentata, nonostante i molti direttori di giornali che continuano a giustificare con raptus e pazzia i femminicidi, nonostante i deliri filorazzisti di qualche ministro – forse, dicevamo, qualcosa si muove. Ben oltre la “giornata” di sensibilizzazione. E non potrebbe essere altrimenti visto che la strage continua: da gennaio ad oggi sono 96 le donne uccise in Italia da mariti, ex mariti, compagni, ex compagni, padri o fratelli che volevano mantenere il controllo sulle loro vite. Una ogni 3 o 4 giorni. Una strage appunto. Eppure… Continue reading “Le donne rivendicano la loro liberazione… e noi uomini?”
Il diritto alla casa purtroppo oggi è soffocato dal mercato, che lo ha trasformato in un bene a caro prezzo, un lusso per pochi. È questo uno degli effetti dell’aver consegnato lo sviluppo delle città ai palazzinari, ai fondi di investimento privati, che hanno trasformato in merce tutto ciò che una volta era la città, la cittadinanza ha un prezzo che non tutti si possono permettere di pagare. Oggi è proibitivo, anche in una città come Parma, trovare una casa in affitto che non prosciughi 2/3 di stipendi già di per se molto magri e i mutui vengono concessi sempre meno e a condizioni sempre meno vantaggiose. Questo a fronte di un consumo di suolo spaventoso e migliaia di case sfitte, 14 mila solo nel Comune di Parma, stando a dati diffusi dall’amministrazione locale. Continue reading “Non si può essere cittadini senza un tetto sulla testa”
Come di consueto, il 5 agosto scorso, davanti al Monumento alle Barricate di Parma, in piazzale Rondani a Parma, si è svolta la commemorazione a ricordo della rivolta popolare antifascista del 1922. Organizzata dalla Camera del lavoro della CGIL di Parma, in collaborazione con le associazioni partigiane e antifasciste, il Comune e la Provincia, tra i diversi interventi anche quello di William Gambetta del Centro studi movimenti, che pubblichiamo di seguito (ndr).
È quella di oggi un’altra occasione per poter riflettere sui fatti di Parma dell’agosto 1922. Lo vorrei fare non attraverso gli occhi del passato, da un punto di vista storico (chi è qui oggi sa bene cosa successe in quelle straordinarie giornate di 102 anni fa e dunque non penso ci sia bisogno di raccontarlo), quanto con gli occhi del presente. Continue reading “Le Barricate di Parma: Davide contro Golia”
Partiamo dal parametro dell’indice di fecondità, perché i dati sul calo demografico diffusi negli ultimi tempi hanno suscitato allarmismi e proposte bizzarre monopolizzando i dibattiti degli esperti. Continue reading “Gli indicatori demografici: indice di fecondità”
da Rete Kurdistan Parma, Casa delle donne di Parma, Donne in Nero Parma, Circolo Arci Post, Ciac, ArtLab, Potere al Popolo Parma e La Paz
Nella primavera del 2021 Zerocalcare è stato in Iraq, per far visita alla comunità ezida di Şengal, diventata nota a livello internazionale dopo il massacro subito dall’Isis nell’agosto del 2014 e ora minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde. Su quell’esperienza ha poi scritto un libro a fumetti ‒ No Sleep Till Shengal ‒ per raccontare non solo il suo difficile e tortuoso viaggio, che riflette le difficili condizioni di vita in quella zona, ma anche e soprattutto la resistenza contro l’Isis della comunità ezida, la liberazione di Şengal, la nascita di un’esperienza di autogoverno ispirata al confederalismo democratico. Percorsi che la Turchia per cerca di annullare con bombardamenti indiscriminati contro i territori di Şengal, del Rojava e del Basur. Continue reading “Il popolo Ezida. Incontro con Zerocalcare, Robjîn Berîtan e Chiara Cruciati”