Ci infiocchettano la pancia e ci tagliano la testa

di Elisabetta Salvini

I contenuti passano anche attraverso le immagini. Anzi, le immagini arrivano prima e con maggiore efficacia. E questa locandina ne è un esempio lampante. L’uomo che parlerà a Parma, mercoledì 13 febbraio, ha un viso, un nome e un cognome. La donna, di cui si deve decidere e programmare il destino, no. Per lei non è previsto alcun viso. Il suo corpo è tagliato per metterne in evidenza le due sole parti importanti: la pancia gravida e il seno che presto allatterà il futuro neonato o neonata (con ogni probabilità ipotesi meno auspicabile). Il resto non ha alcuna importanza, perché per il Popolo della famiglia la donna/persona non esiste. Esiste solo la donna/pancia e madre. Continue reading “Ci infiocchettano la pancia e ci tagliano la testa”

Cani da guardia o cani da compagnia

di Marco Severo

Anni fa, una storica casa editrice cittadina ricorse a uno slogan piuttosto efficace per pubblicizzare il proprio marchio: «Battei legge Parma, Parma legge Battei». Elementare e funzionale. Compariva anche sui segnalibri dell’allora libreria di via Cavour. Era facile da ricordare, inconfutabile nella sua logica. Ma al di là di ciò, l’aforisma colpiva l’attenzione per la forma perfettamente circolare e per l’autosufficienza della sua sostanza semantica. Ben vestendo l’abito dell’autoreferenzialità parmigiana, infatti, lo slogan, oltre che affermare l’affidabilità della Battei in materia di lettura, denunziava, anche, l’autonomia se non proprio l’autarchia di un intero sistema culturale. Continue reading “Cani da guardia o cani da compagnia”

L’opprimente pericolosa “normalità”

di Margherita Becchetti

Il problema non è quella parte di società che davvero vorrebbe un ritorno alla medievale subalternità femminile, quelli che – da Fontana a Pillon ‒ ci vorrebbero chiuse in casa a far figli, meste e ubbidienti. Loro sono una piccola parte, retrograda e irrispettosa certo, ma facilmente arginabile se… Se non ci fosse un altro pezzo di società composto da uomini e donne, quello sì pericoloso e insidioso, che rimane pressoché indifferente di fronte al sessismo diffuso, che non lo riconosce, che ride a battute volgari, che le inoltra sui social. Che di fronte a una pubblicità come quella esposta dal negozio di elettrodomestici e ferramenta Chiastra di Langhirano, sorride con un’alzata di spalle e dice «ma che vuoi che sia», rinunciando a riflettere sul senso delle cose. Continue reading “L’opprimente pericolosa “normalità””

Il 10 febbraio fa bene alla Repubblica democratica?

di William Gambetta

Il Giorno del ricordo del 10 febbraio – dedicato alle «vittime delle foibe» e all’«esodo» delle popolazioni italiane dalle terre del confine orientale – è stato istituito nel marzo 2004. In quel momento al governo del paese c’era Silvio Berlusconi, a capo di un’alleanza che comprendeva Forza Italia, Lega Nord, Alleanza nazionale (erede del Movimento sociale italiano) e i cattolici ipermoderati di Ccd e Cdu.  La Legge 92 che istituì quella nuova ricorrenza fu approvata con una maggioranza ben più ampia di quella che sosteneva il governo, dagli ex missini (mai pentiti delle loro radici neofasciste) ai Democratici di sinistra (questi sì pentiti del loro passato comunista). Una legge bipartisan, insomma, esemplare del clima politico dell’epoca, segnato dall’alternanza tra centrodestra e centrosinistra alla guida del neoliberalismo imperante. Continue reading “Il 10 febbraio fa bene alla Repubblica democratica?”

Foibe, la manipolazione della storia

di Margherita Becchetti

Se non fosse che ormai ci stiamo drammaticamente abituando, verrebbe quasi da sorridere di fronte al tentativo caparbio delle forze di destra di continuare a manipolare goffamente la storia del confine orientale. Manipolarla non tanto per dar ragione della sofferenza che in quelle terre si consumò tra guerra e dopoguerra, quanto per interessi esclusivamente propagandistici ed elettorali. Continue reading “Foibe, la manipolazione della storia”

“Nazionalizzare le autostrade subito!” “Anzi no! Ci siamo sbagliati!”

di Francesco Antuofermo

Dai giornali finanziari veniamo a sapere che in questi giorni i Rating Hold sui titoli azionari di Atlantia hanno raggiunto il valore di ben sedici punti mentre per i Sell tali valori sono fermi a uno solo. I Rating Hold sono indicatori di ottimismo, esprimono la misura dell’affidabilità del titolo: rappresentano non solo la tendenza a mantenere costante il proprio valore ma anche la fiducia verso un suo eventuale incremento. Sedici punti di valore Hold su un titolo sono tanti e quando si raggiungono, gli analisti consigliano di non venderlo o addirittura invitano ad acquistare altre quote. I Sell invece sono indicatori di pessimismo: esprimono sfiducia verso un titolo azionario. Alti valori di Sell consigliano di vendere il titolo. La sfiducia su Atlantia, oggi, ha raggiunto solo un punto Sell. E questo indica che il pessimismo sul titolo è a livelli molto bassi: il titolo è buono. Continue reading ““Nazionalizzare le autostrade subito!” “Anzi no! Ci siamo sbagliati!””

L’anno zero della politica tra Pizzarotti e Minniti

di Marco Adorni

Se siete amici dell’ambiente, dei diritti individuali e delle libertà democratiche, e avversate tanto il razzismo fascistoide della Lega quanto il populismo fanfarone del Movimento 5 Stelle, dovete fare un pensierino al nuovo movimento politico fondato dal sindaco di Parma, Italia in Comune. Consultandone la Carta dei valori potreste ritrovare il vostro entusiasmo per la politica. Politica è servizio, senso dello Stato, buone pratiche, protagonismo delle comunità, apertura al cambiamento, unità di idealismo e pragmatismo, adesione ai Valori Sacri della Costituzione, democrazia, libertà, inclusione, centralità delle persone, ambiente, legalità, ecc. Non potete essere sorpresi. Seriamente, potevate aspettarvi di meno da un sindaco che si è autodefinito promotore di una «rivoluzione gentile» o, più prosaicamente, «normale», come da omonimo memoir (F. Pizzarotti, Una rivoluzione normale, Mondadori, Milano, 2016)?! Italia in Comune si fonda sull’idea che gli unici politici realmente vicini alle esigenze dei cittadini siano gli amministratori locali. Sono questi ultimi i paladini di una rigenerazione dell’intera classe dirigente nazionale, ponendo fine all’egemonia del PD nell’area del centro-sinistra! Potremmo davvero fermarci qui: perché rovinare un buon racconto con la verità? Il dubbio s’insinua: stiamo assistendo a un discorsetto degno del buon Conte Raffaello Mascetti? Continue reading “L’anno zero della politica tra Pizzarotti e Minniti”

Il 27 gennaio non è una ricorrenza

di Ilaria La Fata

«Per conservare la memoria occorre esercitarla»: con queste parole una nota rivista di enigmistica ci invita ad acquistarla e a giocare per evitare amnesie o scherzi del cervello. Ma ci sono casi in cui l’esercizio della memoria non è solo un gioco, anzi diventa forse un dovere – per quanto in questi tempi di iperesposizione mediatica si cominci a contemplare anche il diritto all’oblio –, soprattutto quando, guardandoci attorno, ci accorgiamo che la memoria di quello che è accaduto in un passato nemmeno troppo remoto sembra essere stata rimossa in nome di un realismo politico che mette i brividi. Continue reading “Il 27 gennaio non è una ricorrenza”

“Oh Aranzulla, mio Aranzulla!”

di Marco Severo

Quello che segue è un breve elenco, nonché un doveroso elogio, dei migliori insegnanti incontrati in vita sua da un quarantenne tipo di oggi. Si dà il caso infatti che già ai tempi della scuola il quarantenne tipo di oggi ebbe modo di intuire quale fecondo futuro lo attendesse sul fronte sociale e culturale. I suoi insegnanti ne erano una prefigurazione. Di tanto in tanto, dopotutto, è cosa onesta discorrere di cose belle. Invece che piagnucolare sul precariato, o dolersi del declino delle grandi ideologie novecentesche, oppure inorridire per il rimbambimento collettivo da social network, va dato merito al merito parlando appunto del grande patrimonio morale – se non materiale, d’accordo – che la famosa «generazione precedente» ha lasciato in eredità agli attuali trena-quarantenni. In particolare, è giusto farlo parlando di una figura tanto importante quale quella del mentore; dell’insegnante; del portatore di sapienza e competenza; in altre parole, del maestro. Continue reading ““Oh Aranzulla, mio Aranzulla!””

Migranti di ieri e di oggi

di Susanna Preo

«Siamo abituati a considerare gli immigrati come valanghe umane di diseredati in cerca di fortuna, dimenticando che, per quanto arrivino a mani vuote, dentro si portano mondi che non conosciamo. Siamo capaci al massimo di dimostrarci caritatevoli, ma difficilmente proviamo curiosità per le loro tradizioni, culture, abitudini, neppure ci interessa sapere cosa abbiano abbandonato alle spalle, quanta tristezza costi piantare tutto e partire verso il nulla». (Pino Cacucci)

Questo modo di vedere, o forse di non vedere, gli immigrati è purtroppo molto diffuso. Continue reading “Migranti di ieri e di oggi”