di Piccola Biblioteca Partigiana

Nel suo programma di presentazione di libri che si ritengono utili al confronto, la Piccola Biblioteca Partigiana organizza un incontro con il Prof. Alfredo Chetta sul libro di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, Codice rosso, dedicato alla sanità pubblica.
In proposito ha scritto la rivista “Recenti progressi in Medicina”: “Le giornaliste Milena Gabanelli e Simona Ravizza hanno da poco pubblicato un volume ricchissimo di dati aggiornati e di riscontri sul campo titolato Codice Rosso, che fa il punto sulla drammatica condizione in cui vive oggi la sanità pubblica nel nostro Paese.

Nel 1978, la nascita del Servizio sanitario nazionale (Ssn) segnò un grande salto di qualità, a partire dal suo obiettivo principale: il passaggio dalla cura della malattia, concepita per lo più come sofferenza individuale, alla tutela e promozione universale della salute, fisica e psichica, individuale e collettiva. Il nuovo servizio fu caratterizzato da un’impostazione integrata dell’intervento sanitario e di quello sociale, dalla priorità dell’attività di prevenzione, da un’organizzazione decentrata e territoriale, da un approccio capace di investire le questioni legate alle condizioni di lavoro, alla tutela dell’ambiente, al benessere umano complessivo.
Allo stato attuale, quali sono in estrema sintesi i maggiori elementi di criticità? La spesa sanitaria costituisce in Italia una delle più copiose voci d’uscita del bilancio dello Stato e, a partire dall’introduzione del Ssn, il tema del finanziamento della spesa sanitaria pubblica non è mai stato affrontato in modo adeguato da parte dei decisori politici. L’indebolimento progressivo di un coordinamento nazionale, che è fondamentale per salvaguardare l’omogeneità e l’equità, ha accentuato un divario che già esisteva tra Nord e Sud. La mobilità sanitaria extraregionale costa ogni anno oltre tre miliardi di euro, che le Regioni da cui si emigra corrispondono a favore di quelle che ricevono i pazienti. Le Regioni si sono affrettate a convenzionarsi con cliniche, ospedali, laboratori privati, sottraendo fondi e finanziamenti alle strutture pubbliche per consentire a imprenditori del settore di guadagnare sulle malattie dei cittadini.
Circa un quarto della spesa sanitaria totale risulta a carico dell’utente. Le evidenze dimostrano che la quota più significativa di rinuncia alle cure è legata alle difficoltà nel sostenere la spesa privata, il che per taluni giustificherebbe la necessità di una copertura assicurativa. Così cresce il ruolo delle società di assicurazione che forniscono servizi sanitari, favorite dal welfare aziendale e dagli incentivi previsti di defiscalizzazione dei contributi pagati dalle imprese. Questa partita di profitti sta attirando da tempo processi di concentrazione di imprese private e multinazionali anche straniere in campo diagnostico, assicurativo e farmaceutico”.
Il Prof. Chetta, riferisce il sito dell’Ateneo di Parma, si è laureato con lode presso l’Università Cattolica di Roma nel 1978, e specializzato con lode nel 1982 in Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università di Parma e nel 1985 in Fisiopatologia e Fisiochinesiterapia Respiratoria presso l’Università di Pavia. Professore ordinario in malattie dell’apparato respiratorio e coordinatore della Scuola di specializzazione aggregata delle Università di Parma e Ferrara in malattie respiratorie.
L’appuntamento è per Giovedì 26 Febbraio, ore 18, alla Piccola Biblioteca Partigiana di via Nullo 2, a Parma.
