“Foibe e fascismo”: giovedì 12 febbraio, la 21.a edizione sul riconoscimento degli “infoibati”

di Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti di Parma

Solo perché italiani? Solo perché italiani sono stati vittime delle foibe del ’43 e ’45?

Per la ricorrenza del 10 febbraio, “giorno del ricordo”, solennità civile nazionale istituita in base alla legge 92 del 2004, da vent’anni vengono attribuiti riconoscimenti e medaglie agli “infoibati”. Ma quanti sono questi riconosciuti e chi sono? Dalla documentatissima ricerca dello storico Sandi Volk, autore del libro Solo perché italiani? Un ricordo truccato (Kappa Vu, 2026) di recente pubblicazione, emerge che sono circa 800 (ottocento) e in gran parte appartenenti alle forze armate dell’Italia fascista che aveva aggredito e occupato la Jugoslavia, e delatori e collaborazionisti dei nazifascisti.

E gli italiani in Jugoslavia diventati partigiani?

L’ indomani dell’armistizio dell’8 settembre ’43 in Jugoslavia circa 40.000 (quarantamila) soldati dell’Italia occupante passarono con i partigiani jugoslavi di Tito. Migliaia di essi morirono in quella guerra contro il nazifascismo. In onore della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi in Montenegro nel settembre 1983 è stato inaugurato un monumento da parte delle autorità jugoslave con la partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana Pertini.

Giovedì 12 febbraio, dalle 18.30, a Parma, al Circolo ARCI Post (strada dei Mercati 15), si terrà la 21esima edizione di “Foibe e fascismo”, organizzata dall’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti). Interverranno Sandi Volk, a tracciare un bilancio dei riconoscimenti dati alle vittime delle foibe nei vent’anni di “giorno del ricordo”, e l’attore Pietro Benedetti, a tenere lo spettacolo “Drug Gojko” (“Compagno Gojko”) sulla vicenda di Nello Marignoli militare dell’Italia fascista nei Balcani e dopo l’8 settembre ’43 partigiano nella Resistenza jugoslava.