di Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti di Parma

Solo perché italiani? Solo perché italiani sono stati vittime delle foibe del ’43 e ’45?
Per la ricorrenza del 10 febbraio, “giorno del ricordo”, solennità civile nazionale istituita in base alla legge 92 del 2004, da vent’anni vengono attribuiti riconoscimenti e medaglie agli “infoibati”. Ma quanti sono questi riconosciuti e chi sono? Dalla documentatissima ricerca dello storico Sandi Volk, autore del libro Solo perché italiani? Un ricordo truccato (Kappa Vu, 2026) di recente pubblicazione, emerge che sono circa 800 (ottocento) e in gran parte appartenenti alle forze armate dell’Italia fascista che aveva aggredito e occupato la Jugoslavia, e delatori e collaborazionisti dei nazifascisti.
E gli italiani in Jugoslavia diventati partigiani?

L’ indomani dell’armistizio dell’8 settembre ’43 in Jugoslavia circa 40.000 (quarantamila) soldati dell’Italia occupante passarono con i partigiani jugoslavi di Tito. Migliaia di essi morirono in quella guerra contro il nazifascismo. In onore della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi in Montenegro nel settembre 1983 è stato inaugurato un monumento da parte delle autorità jugoslave con la partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana Pertini.
Giovedì 12 febbraio, dalle 18.30, a Parma, al Circolo ARCI Post (strada dei Mercati 15), si terrà la 21esima edizione di “Foibe e fascismo”, organizzata dall’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti). Interverranno Sandi Volk, a tracciare un bilancio dei riconoscimenti dati alle vittime delle foibe nei vent’anni di “giorno del ricordo”, e l’attore Pietro Benedetti, a tenere lo spettacolo “Drug Gojko” (“Compagno Gojko”) sulla vicenda di Nello Marignoli militare dell’Italia fascista nei Balcani e dopo l’8 settembre ’43 partigiano nella Resistenza jugoslava.
