Draghi e la pace sociale sono le loro “necessità”

di Cristina Quintavalla

Il 23 settembre scorso, a Roma, si è tenuta l’assemblea nazionale di Confindustria, cui ha partecipato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, definito “l’uomo della necessità” proprio in questa occasione dal presidente stesso dell’organizzazione rappresentativa delle imprese Carlo Bonomi. Da qui, prende spunto l’analisi che segue di Cristina Quintavalla. Continue reading “Draghi e la pace sociale sono le loro “necessità””

La coscienza sporca delle eccellenze

di Andrea Bui, Emanuele Leonardi* e Piermichele Pollutri

A Parma, si sa, parlar male di sua maestà il prosciutto, quello con la Corona, è tabù. Il crudo di Parma è stato costruito non solo come prodotto alimentare, ma come simbolo di un territorio, legando la città ai destini della coscia e viceversa. Se fai notare qualcosa che non va nel prosciutto, non stai soltanto mettendo in pericolo l’architrave su cui si costruisce la ricchezza del nostro territorio, stai contestando la sua stessa identità. Tradimento! E anche quando qualcuno osa oltrepassare le soglie della pubblica gogna, sono i media che creano intorno alla denuncia una cortina di ovatta, che la soffoca lentamente fino a inghiottirla. Continue reading “La coscienza sporca delle eccellenze”

Confindustria e l’eterno lamento delle sanguisughe

di Francesco Antuofermo

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria dal 2016

Proprio in questi giorni, l’Istat, l’ufficio nazionale di statistica, ha accertato che il PIL nel “terzo trimestre del 2018 è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.” (sito Istat del 02/12/2018). Apriti cielo! Tutta la stampa non ha perso occasione per dare addosso al governo e alla sua finanziaria, colpevole di prevedere risorse improduttive da destinare al reddito di cittadinanza e alla riforma della legge Fornero. La Confindustria naturalmente è in testa alla barricata: “le nostre aziende sono in difficoltà, le risorse vanno spese per gli investimenti”. Il che, tradotto, significa rimpinguare le casse delle imprese ad essa associate. Nessuno però riporta il seguito dell’intervento da parte dello stesso Istat, per cui “il PIL è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017”. Non sono certamente grandi cifre, ma la situazione non sembra poi così disastrosa.

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