La Casa delle donne risponde ai cori fascisti del 28 ottobre con le partigiane Mirka e Aida

di Casa delle donne – Parma

Le vetrine della Casa delle donne di Parma in via Melloni.

La Casa delle donne risponde ai cori fascisti che il 28 ottobre sono risuonati in borgo del Parmigianino, strada a pochi metri dalla sua sede di via Melloni. E lo fa esponendo dalle sue vetrine grandi immagini di due donne che 80 anni fa hanno già risposto a quella cultura violenta e oppressiva che i giovani di Gioventù nazionale sembrano rimpiangere.

Due partigiane – la parmigiana Mirka Polizzi e la bellunese Aida Dal Mas – che dovrebbero ricordare a tutti quanto sia stato faticoso per le donne di allora conquistarsi un ruolo diverso da quello che i fascisti (quelli che cantavano Giovinezza) hanno sempre imposto loro. Due partigiane che hanno sovvertito quel ruolo materno, ancillare, domestico che il fascismo ha cucito addosso ad ogni donna.

I giovani universitari fascisti dicevano: “non vogliamo le donne in università, le vogliamo nude sul sofà”. Queste due donne, come tutte le altre che hanno aderito alla lotta di Liberazione, hanno risposto a quella cultura sessista e non dovremmo dimenticare mai quanto sia stata faticosa ma anche dirompente e necessaria quella rottura. 

La loro fatica la nostra fatica, la loro battaglia la nostra battaglia. Ora e sempre Resistenza.

Né verticale né orizzontale. Il libro radicale di Rodrigo Nunes

di Andrea Bui

Venerdì 31 ottobre, alla Libreria Chourmo verrà presentato il libro di Rodrigo Nunes Nè verticale né orizzontale. Una teoria dell’organizzazione politica (Edizioni Alegre 2025). Con l’autore discuteranno Andrea Bui (Potere al popolo) e Erika Trombi (Casa del popolo Thomas Sankara). Di seguito pubblichiamo una recensione al volume di Andrea Bui [ndr].

Ovunque ci siano persone che non si sentono obbligate a essere o questo o quello, e che adottano tattiche e pratiche non per puntellare un’identità ma perché potrebbero funzionare, c’è speranza…”

Rodrigo Nunes compie un’operazione tanto coraggiosa quanto necessaria: non considerare la questione organizzativa come una questione identitaria, un’arena in cui si scontrano irriducibili opposizioni: “orizzontale vs verticale”, “movimento vs partito”, “autonomia vs coordinamento”. In Nè verticale né orizzontale non troveremo un modello tutto nuovo, ma una postura e uno sguardo nuovi sul tema. Innanzi tutto una postura pragmatica, che si chiede “se funziona” prima di chiedersi se “sia giusto”, una domanda necessaria viste le sconfitte da cui la sinistra sembra non riesca ad uscire. E una delle spie di questa impasse potrebbe essere proprio un dibattito sull’organizzazione che non si preoccupa dell’efficacia. L’organizzazione è stata spesso e volentieri vista come la scelta della forma giusta che aveva più a che fare con l’identità che non con il suo essere adeguata ad uno scopo.

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Addio a Mirco Sassi, dirigente del Partito comunista italiano di Parma negli anni Settanta e Ottanta

Mirco Sassi durante una intervista al Centro studi movimenti (Parma, 2017).

Ci sono alcuni volti che segnano la città. Figure che diventano protagoniste di una fase politica. Punti di riferimento per molti. Poi il periodo di cui sono stati gli attori entra in crisi, e arrivano tempi nuovi, non sempre migliori. E queste figure sono capaci di rimettersi in discussione, di ritirarsi, con dignità, con rispettabilità, perché il tempo che arriva li infastidisce, li disturba. E non hanno intenzione di “riciclarsi”. Nella storia di Parma una di queste figure è quella di Mirco Sassi, importante dirigente del Partito comunista degli anni Settanta e Ottanta. Oggi Mirco ci ha lasciato, all’età di 78 anni.

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Non si cancellano la storia e il valore della Resistenza jugoslava di Tito

di Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti di Parma

Incontro di Stato in Jugoslavia nel 1979 fra il Presidente Josif Broz Tito e il Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.

Si accentua l’azione revanscista revisionista sul piano culturale e storiografico diretta a riconsiderare il fascismo screditando la Resistenza antifascista e la parte più avversa e combattiva rispetto ad esso come quella dei partigiani comunisti jugoslavi. Viene attaccata in particolare la figura di Tito artefice della Resistenza jugoslava che con enormi sacrifici ha liberato la Jugoslavia dalla feroce occupazione nazifascista durata dal 1941 al 1945. A Parma fascisti e leghisti continuano a chiedere la cancellazione dalla toponomastica cittadina della via intitolata a Tito dal Comune quarant’anni fa. L’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti fondata a Roma nel ’45 da Pertini, Terracini e altri perseguitati) a Parma in questi giorni ha stampato e distribuito in via Tito il flayer che qui riproduciamo.

Fascisti, leghisti e destre reazionarie e anticomuniste, non sufficientemente soddisfatti dell’intitolazione a Parma di una via della città col nome “martiri delle foibe” (e nonostante il nome sia fuori legge poiché nemmeno la legge 92/2004 parla mai di “martiri delle foibe”) e di un parco col nome “Norma Cossetto” (e nonostante l’assenza di chiarezza sulle circostanze della fine della giovane istriana), vorrebbero fosse eliminata l’intitolazione della via di Parma a Tito fatta dal Comune nel 1984 col Sindaco socialista Lauro Grossi. E’ una richiesta grave e assolutamente inaccettabile, espressione di quel “revisionismo storico”, anzi “rovescismo storico”, mirante a sminuire il valore della Resistenza partigiana antifascista, oscurare le responsabilità e i crimini fascisti e nazisti, e riconsiderare in qualche modo il fascismo.

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A Fidenza Potere al popolo organizza una serata per dar voce alla Palestina

di Potere al Popolo – Fidenza

Venerdì 17 ottobre, all’ex Macello di Fidenza, si è tenuta una serata intensa e emozionante organizzata da Potere al Popolo Fidenza: “Un giorno in Palestina. Orizzonti narrativi per decolonizzare la mente”, voci coraggiose per denunciare il sistematico stato di apartheid a cui sono sottoposti i territori occupati palestinesi.

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A 50 anni dalla “lenzuolata” e dallo scandalo edilizio. Martedì 21 ottobre una mostra fotografica e un dibattito al Palazzo del Governatore

di Cristina Quintavalla

Il termine lenzuolata è un neologismo. Significa letteralmente “stesa di lenzuola in segno di protesta”. È quello che facemmo esattamente 50 anni fa quando su lenzuola portate da casa dalle famiglie del quartiere, quelle più lise naturalmente, scrivemmo nomi, date, dati, rogiti, composizioni societarie ecc. di una gigantesca operazione speculativa, denominata Centro Direzionale Montebello, che sarebbe diventato per la sua entità una sorta di altro cuore della città: qui in un’area pregiatissima spariva l’originaria destinazione ad edilizia economico-popolare, per concentrarvi supermercati, abitazioni private, la sede dell’Unione industriali, la sede della Democrazia cristiana, le poste, il teatro Paganini ecc.

Già così si appalesava una gigantesca operazione speculativa.

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Verità ed evidenza: Marco Travaglio tra i mulini della menzogna

di Francesco Antuofermo

Qualsiasi uomo di scienza che voglia affrontare un esperimento, sa bene che la verità non andrà ricercata in ciò che appare evidente in superficie. Le apparenze giocano brutti scherzi e si trasformano spesso in mistificazioni. Lo sapeva bene Marx ad esempio, che ha speso metà della sua vita a cercare di decifrare le leggi di movimento del capitale facendosi largo tra mille falsità e manipolazioni. Ma nonostante questo assunto elementare sia praticamente accettato in tutte le scienze, nel campo della storia sembra che molti abbiano ottenuto la licenza per agire in piena libertà, spacciando per verità assolute delle mere osservazioni personali, piegando ai propri interessi la disciplina.

A questo gioco non si è sottratto neppure Marco Travaglio il quale durante il programma di Luca Sommi “Accordi & Disaccordi, ad un certo punto sale in cattedra e comincia, con indiscussa abilità a sciorinare la sua verità sulla questione palestinese. Ma non una, tante verità. E tra le tante presunte verità, una in particolare suona così stonata da meritare una risposta adeguata.

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Crisi alla ICC Compensati di Colorno

di SI Cobas – Parma

La ICC Compensati di Colorno, azienda del settore legno e imballaggi, ha interrotto senza alcun preavviso il rapporto con la società in appalto Job Parma, rifiutandosi di pagarle l’ultima fattura destinata al versamento degli stipendi dei lavoratori. La Job Parma, a sua volta, sostiene di non avere le risorse per saldare i salari arretrati e scarica la responsabilità su ICC. Tuttavia, la responsabilità è chiaramente di entrambe le aziende: la Job Parma non ha accantonato né i fondi per il TFR né le somme necessarie a garantire i diritti dei propri dipendenti.

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Il 17 ottobre “un giorno in Palestina” a Fidenza

di Potere al popolo Fidenza

“Se dovessi morire, Fa’ che porti speranza, Fa’ che sia un racconto!” (Refaat Alarcer)

Come dice Francesca Albanese: decolonizzare la mente significa abbattere confini e barriere, far del nostro meglio per liberarci, da entrambe le parti, delle sovrastrutture che ci impediscono di restare in contatto con ciò che di più umano e vero abbiamo in comune.

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Il nuovo maschile. Lunedì 13 ottobre un incontro all’Università di Parma

di Università di Parma

Egon Schiele, Autoritratto con testa abbassata (particolare), 1912.

Come vivono gli uomini di oggi le emozioni e relazioni? Quali sono i principali cambiamenti che influenzano la loro vita affettiva, familiare e sociale? Lunedì 13 ottobre 2025, dalle ore 10.00 alle 13.30, l’Università di Parma ospiterà nell’Aula B di via Massimo D’Azeglio 85, l’incontro dal titolo “Il Nuovo Maschile: un dialogo a partire da maschilità e relazioni affettive”.

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