Una treccia non dovrebbe diventare un campo di battaglia. Cronaca dal Rojava

Riceviamo e volentieri pubblichiamo [ndr].

In queste settimane, ciò che sta accadendo in Rojava e nel Kurdistan turco colpisce in modo diretto i corpi, le vite e la dignità delle persone, in particolare delle donne e dei bambini. Non si combatte solo con le armi, ma attraverso il controllo quotidiano, l’umiliazione sistematica e la paura normalizzata.

Scrivo da qui. Mi trovo a Mardin, nel Kurdistan turco. Da quando sono arrivata vedo passare carri militari diretti verso il confine siriano, in direzione di Nusaybin. Li vedo ogni giorno. Vedo anche ciò che raramente viene raccontato: persone fermate per strada, gruppi di amici bloccati solo perché insieme, perquisiti “per la sicurezza pubblica”. Ma quale sicurezza, quando bastano cinque o sei giovani fermi a parlare per essere trattati come una minaccia?

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No alle zone rosse! Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi: esistono soluzioni giuste

di Comitato No alle zone rosse

In città esistono problemi reali: disagio sociale, povertà, consumo di sostanze, conflitti nello spazio pubblico. Negarlo sarebbe sbagliato. Ma le zone rosse non risolvono questi problemi. Li spostano, li aggravano e colpiscono soprattutto chi è già fragile. Questo comunicato serve a spiegare cosa sono davvero, perché non funzionano e quali alternative esistono.

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No alla riforma Nordio della Giustizia

di Comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale di Parma

Sabato scorso, 17 gennaio, nella Sala Arta di Via Treves a Parma, è stato ufficialmente presentato il Comitato provinciale Società civile per il NO nel referendum costituzionale, con una conferenza stampa in cui sono state dettagliate le ragioni per le quali ci si oppone alla riforma della giustizia Nordio.

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Sabato 17 gennaio si presenta a Parma il Comitato per il NO al referendum costituzionale

di Comitato società civile per il No nel referendum costituzionale

Il 17 Gennaio 2026, alle ore 11, nella Sala Arta di Via Treves, 2 a Parma, verrà ufficializzato il Comitato provinciale Società civile per il NO nel referendum costituzionale, con una conferenza stampa durante la quale verranno esposte le ragioni per le quali ci si oppone alla riforma della giustizia Nordio.

Molte le realtà della società civile, i sindacati e i partiti che hanno aderito alla campagna per il sostegno al NO a livello provinciale, un fronte che auspichiamo possa allargarsi ad una molteplicità di soggetti in difesa della Costituzione.

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Antonio Gramsci, un intellettuale organico. A febbraio un corso, in quattro lezioni, della Libera Università del Sapere Critico

di Centro studi movimenti

Murale di Jorit su un caseggiato popolare dell’Isolotto a Firenze, 2020.

Considerato uno dei grandi pensatori politici del Novecento, Antonio Gramsci è studiato e discusso in università e istituti di ricerca di tutto il mondo, mentre in Italia da almeno un trentennio la sua figura e le sue teorie sono marginalizzate in ambienti accademici limitati. Una damnatio memoriae determinata dal clima anticomunista che ha segnato gran parte della nostra classe dirigente e lo ho condannato a essere vuota icona della sinistra progressista. Già perché Gramsci, oltre a essere stato uno straordinario intellettuale marxista, fu un dirigente del movimento operaio, prima nelle file del Partito socialista e poi, dal 1921, di quello comunista. Massimo esponente del Pcd’I dal 1924 al 1926, fu arrestato dalla polizia fascista e detenuto in carcere e, poi, ridotto in fin di vita, in una clinica privata, dove morì nell’aprile 1937.

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Un’autosospensione non ci basta

di Amleta, Casa delle donne, Centro Antiviolenza di Parma, Europa Teatri, Festina Lente Teatro, Gianluca Foglia Fogliazza, Giolli Cooperativa Sociale, La Paz Antiracist Football Club, LENZ Fondazione, LOFT – Libera Organizzazione Forme Teatrali, Maschi Che Si Immischiano, Progetti&Teatro associazione culturale, Teatro del Cerchio, Teatro Necessario, Vagamonde, Zona Franca, cittadine e cittadini di Parma

Paola Donati si è autosospesa. E tutti ringraziano tutti, per il lavoro svolto, per la qualità, per la professionalità. Per “la corretta e positiva attività finora svolta”. ll Cda e i soci, addirittura, ne prendono atto “pur ritenendo che non vi siano elementi tali da poter determinare la scelta”. Ecco fatto. Siete contenti? Andiamo avanti e non parliamone più.

E allora a noi cosa resta da fare? Unirci ai ringraziamenti come se niente fosse? Come se non ci fosse la condanna di un tribunale, come se non ci fossero decine e decine di donne che in questo ultimo mese si sono unite al coro di chi in quel teatro ha subito molestie, per raccontare le proprie?

Dovremmo ringraziare la direttrice per “il suo senso di responsabilità”, arrivato dopo comunicati e interviste irricevibili per il loro tono supponente e arrogante? Il tono di chi non avrebbe fatto un passo indietro nemmeno se fosse stato l’ultimo? Dovremmo metterci l’animo in pace e tornare allegramente a Teatro Due?

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Baby gang: questione di sicurezza? No, solo arrivismo politico

di Potere al popolo Parma

È davvero triste assistere al dibattito politico, anche nella nostra città. Oggi tocca alla Cavandoli che nella corsa a tre con Vignali e Bocchi deve tenere il passo. Il tema? L’unico tema possibile, l’unico di cui si possa parlare: baby gang, Parma come il Bronx, non si può più uscire la sera. I mezzi di informazione locali, ma ormai sempre più anche pagine social, chiamano al minuto d’odio contro gli immigrati.

Oggi la Cavandoli mette in relazione un episodio di cronaca avvenuto in via Farini, invocando espulsioni, “buonismo della sinistra”, integrazione fallita. Violenza&Degrado: soluzione? “Negri a casa! Ordine!”

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Il rivoluzionario spogliato della rivoluzione. Ancora su Guido Picelli

di William Gambetta

Guido Picelli fu un importante dirigente del Partito comunista d’Italia. Senza addentrarci nei particolari, egli fu cacciato dal Partito socialista nel settembre 1921 (per essere l’animatore degli Arditi del popolo a Parma) e, dopo un anno di attesa, fu accettata la sua iscrizione al Pcd’I (settembre 1922). Da allora fino alla morte, oltre che deputato, ne fu un esponente di rilievo. La sua vita, dunque, si intrecciò indissolubilmente a quella del comunismo degli anni Venti e Trenta. E la sua attività politica si svolse nel solco della lotta rivoluzionaria, attraverso pratiche insurrezionali e organizzazioni paramilitari[1].

Ciò nonostante la sua figura continua ad essere celebrata tanto da coloro che esaltano la democrazia liberale quanto da coloro che, pur tendendo a qualche forma di socialismo, condannano ogni radicalità “estremista” e “violenta”[2]. E dunque ogni forma di rivoluzione.

È questa una contraddizione evidente, che deve essere spiegata.

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Il primo gennaio, Giornata mondiale per la pace, Europa Verde chiede una commissione consiliare sulla fiera delle armi EOS

di Europa Verde Parma

Dopo la deludente risposta ricevuta dall’Amministrazione comunale all’interrogazione sulla fiera European Outdoor Show (EOS), prevista a Parma dal 28 al 30 marzo 2026, Europa Verde annuncia la richiesta di convocazione di una seduta specifica della commissione consiliare II “Garanzia e Controllo” per approfondire un tema così rilevante.

La fiera EOS è un evento che dedica ampio spazio alla caccia e al tiro, ospitando le principali aziende produttrici di armi. Le precedenti edizioni, tenutesi a Brescia, Vicenza e Verona, hanno sollevato numerose critiche e controversie, tanto da indurre gli organizzatori a cambiare sede.

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Fondamentale continuare a sostenere la causa palestinese. L’impianto accusatorio della procura di Genova si basa su informazioni fornite da Israele

di Potere al popolo e Comunità palestinese di Parma

Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere. La stessa Laura Cavandoli che in Consiglio comunale, in occasione della discussione sul riconoscimento dello stato di Palestina non era consapevole nemmeno che i palestinesi avessero riconosciuto Israele già con gli accordi di Oslo. Una circostanza imbarazzante, ma che dà l’idea di quanta consapevolezza ci sia da parte dell’esponente leghista locale della questione palestinese. Eppure è proprio Cavandoli a esternare pubblicamente i suoi peana in quella che sembra una strategia di delegittimazione di un movimento che ha visto una presenza di piazza che non ha eguali nella storia recente.

Prima le sanzioni contro le organizzazioni sindacali che hanno chiamatolo sciopero, poi l’arresto dell’imam di Torino, ora il teorema della procura di Genova, che stando alle notizie diffuse, costruisce il suo impianto accusatorio sulla base di informazioni fornite da Israele, lo stesso che bolla di antisemitismo e di terrorismo chiunque dissenta dalle sue politiche genocidarie.

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