Barricate 1922. Una memoria indomabile

William Gambetta*

Foto di Marco Cavallini

Difficile per chi vive a Parma non sentir parlare delle Barricate. Se poi si frequentano gli ambienti della sinistra radicale, del movimento antifascista, delle associazioni partigiane o anche solo dei circoli popolari della città è quasi inevitabile. Dal 1997, peraltro, un monumento segna con la sua presenza un ingresso all’Oltretorrente e un busto di Guido Picelli, seppur modesto, si fa notare nell’omonima piazza. Ai suoi piedi, per una ragione o l’altra ‒ un corteo o una celebrazione ‒ vengono posati continuamente fiori, corone o biglietti. Continue reading “Barricate 1922. Una memoria indomabile”

Dal Naviglio all’Oltretorrente una scorribanda antifascista

da Centro studi movimenti e Musei urbani

Alle barricate! Alle barricate! A cento anni dalla resistenza dell’agosto 1922 una Scorribanda antifascista attraverserà gli antichi rioni popolari della città con un happening notturno e itinerante di artisti, attori, musicisti e performer. Dal Naviglio all’Oltretorrente riecheggeranno le parole di Guido Picelli, quando esortava i lavoratori divisi in mille partiti diversi ad unirsi in un unico fronte per respingere il fascismo; gli ordini di Italo Balbo che incitava all’assalto; le parole allarmate del prefetto nei telegrammi che, ora dopo ora, inviava al ministero dell’Interno per aggiornare lo Stato sulla gravità della situazione; le memorie di Antonio Cieri, quando dopo la morte di Guido Picelli in Spagna nel 1937 – qualche mese prima della sua stessa morte – ricordò il compagno fraterno e il suo coraggio da leone. Continue reading “Dal Naviglio all’Oltretorrente una scorribanda antifascista”

Vittorio Bottego giù dal piedistallo. Nuove ricerche del Centro studi movimenti

da Centro studi movimenti

Le strade di ogni città sono la plastica testimonianza della sua memoria, anche quella rimossa, come nel caso del colonialismo italiano. A Vittorio Bottego, esploratore parmigiano della fine dell’Ottocento, Parma ha dedicato un ruolo di primo piano nella toponomastica, l’intitolazione di una scuola e un monumento posto all’esterno della stazione ferroviaria. Nonostante questa presenza diffusa la figura di Bottego, come quella di molti altri protagonisti del colonialismo italiano, rimane per i più avvolta in una densa nebbia, nutrita di mito e campanilismo provinciale, che da un lato ne rende incerti i contorni reali e dall’altro rafforza il paradigma degli “italiani brava gente”. Continue reading “Vittorio Bottego giù dal piedistallo. Nuove ricerche del Centro studi movimenti”

Sabato 9 aprile una passeggiata sulle tracce degli sfollati dell’Oltretorrente

da Centro studi movimenti

Dall’Oltretorrente al quartiere Montanara, in auto o in scooter, oggi ci vogliono pochi minuti, attraverso il ponte dei Carrettieri e via Po, ma quando nel 1929 furono costruiti i capannoni della Navetta quella zona era talmente distante e isolata dal resto della città che la gente iniziò a chiamarla Baia del re, facendo riferimento a una nota vicenda dell’epoca, quando nel 1928 l’esploratore Umberto Nobile era partito da un fiordo norvegese ‒ chiamato appunto “Fiordo del re” ‒ per tentare la transvolata del Polo Nord. Nell’immaginario popolare, quindi, la Navetta non era città, ma un posto lontano, quasi quanto il Polo nord. Continue reading “Sabato 9 aprile una passeggiata sulle tracce degli sfollati dell’Oltretorrente”

Il Naviglio ricorda Antonio Cieri a 100 anni dalle Barricate

da Aicvas, Centro studi movimenti, Gruppo anarchico Cieri e Usi Parma

Quella di Antonio Cieri, nato a Vasto nel 1898, è stata una vita travagliata e intensa. E come quella di molti altri lavoratori antifascisti e anarchici è stata un’esistenza oscurata prima dal regime fascista e poi, per molti decenni, dall’Italia democratica. Solo negli anni Ottanta, Paolo Tomasi – giornalista indipendente – si interessò alla sua figura, partendo da quello che si diceva di lui negli ambienti delle osterie popolari dell’Oltretorrente. Pezzo dopo pezzo, così, ne ricompose il percorso esistenziale e politico di uomo dalle tante città e, soprattutto, dalla forte coerenza e moralità. Continue reading “Il Naviglio ricorda Antonio Cieri a 100 anni dalle Barricate”

Oltre 10 mila persone alla mostra dei Capannoni in 6 settimane

da Centro studi movimenti

Il 12 febbraio scorso, al Palazzo del Governatore, è stata inaugurata la mostra I Capannoni a Parma. Storie di persone e di città, curata da Centro Studi Movimenti e dall’Università di Parma, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Parma nell’ambito delle attività di Parma Capitale della Cultura 2020+21. In queste sei settimane di apertura, la mostra ha registrato un’affluenza di oltre 10.000 visitatori, segno di un interesse straordinario, confermato anche dall’adesione di molte scuole che hanno già prenotato visite guidate per le loro classi (quasi 60, per un totale di circa 1.500 studenti e studentesse). Continue reading “Oltre 10 mila persone alla mostra dei Capannoni in 6 settimane”

La mia divisa, per un Picelli autentico e “sparmigianizzato”

di Marco Severo

Foto segnaletica di Guido Picelli, anni venti (Archivio Centrale dello Stato di Roma, Casellario politico centrale, Fasc. “Picelli Guido”).

Nella città dei tre santini – Maria Luigia, Verdi, anolino – circola da alcuni giorni un libro il cui merito è di aver riacciuffato per i capelli un quarto (e pur antitetico) candidato alla mistica incoronazione. La mia divisa. Scritti e discorsi politici di Guido Picelli, curato da William Gambetta, edito dalla Bfs in collaborazione con il Centro studi movimenti e il Comitato Agosto 1922, è infatti un’opera integra e dall’austerità casomai monacale. Guido Picelli l’eroe, il feticcio di Mussolini, il capopopolo, il valente guerrigliero, “l’anticipatore dell’Unione europea”, il Che Guevara di Parma eccetera eccetera, ne La mia divisa viene tirato giù dall’altarino del culto pop a uso e abuso politico, per essere ricollocato nel quadro di più autentiche coordinate culturali, sociali, umane. Continue reading “La mia divisa, per un Picelli autentico e “sparmigianizzato””

Di nuovo in libreria la storia ribelle dell’Oltretorrente

da Centro studi movimenti Parma

I lavoratori accolgono Alceste De Ambris a Parma dopo la sua elezione a deputato nel 1913.

A separare Parma nuova e l’Oltretorrente non stavano solo il torrente e le divergenti condizioni urbane ma, si può dire, un intero mondo che rendeva i loro abitanti diversi e lontani in tutto, nello stile di vita e nelle abitudini, nel linguaggio e nei gesti, nel viso e negli abiti, negli ideali e nella visione del mondo. Qualcuno dice vi si parlassero anche due dialetti diversi. I ponti univano e al contempo dividevano due città profondamente diverse. Continue reading “Di nuovo in libreria la storia ribelle dell’Oltretorrente”

Una stagione di fuoco. Alla Civica la presentazione della nuova edizione

da Centro studi movimenti

Sabato 8 maggio alle ore 17, nel cortile della Biblioteca civica, nell’ambito delle celebrazioni per il 25 aprile, verrà presentato la nuova edizione di Una stagione di fuoco. Fascismo guerra resistenza nel Parmense (Bfs, 2021). Il libro – curato dal Centro studi movimenti e scritto da Margherita Becchetti, William Gambetta, Massimo Giuffredi, Ilaria La Fata e Guido Pisi − è il risultato di Siamo tutti partigiani. Facciamo la storia!, un progetto che, tra il 2014 e il 2015, coinvolse circa un migliaio di cittadini che sottoscrissero a favore della ricerca e misero a disposizione testimonianze, documenti, fotografie. Continue reading “Una stagione di fuoco. Alla Civica la presentazione della nuova edizione”

Partigiani jugoslavi nel carcere di San Francesco a Parma 1942-1943

di Andrea Giuseppini*

Ringraziando l’autore e la redazione pubblichiamo un articolo uscito su “Pace”, il periodico del Comitato di lotta antifascista e antimperialista per la memoria storica [ndr].

Durante la seconda guerra mondiale a Parma nella chiesa di San Francesco al Prato, trasformata in carcere già dagli inizi del 1800, furono detenuti per periodi più o meno lunghi oltre 800 civili jugoslavi in totale (per quanto ricostruito dai registri del carcere). Si trattava di prigionieri politici arrestati nei territori annessi o occupati dall’Italia fascista in seguito all’aggressione della Jugoslavia da essa intrapresa nell’aprile 1941 e condannati dai tribunali militari di guerra per “abusiva detenzione di armi”, “atti di sabotaggio”, “atti contro l’esercito”, ecc. Erano cioè dei partigiani che combattevano contro un esercito occupante. Non sappiamo con precisione quanti furono i civili jugoslavi detenuti in tutta l’Italia tra la fine del 1941 e il 1944. Ma gli oltre 800 partigiani jugoslavi rinchiusi a Parma fanno sicuramente del carcere di San Francesco il luogo di detenzione più numeroso in Italia. Continue reading “Partigiani jugoslavi nel carcere di San Francesco a Parma 1942-1943”