Fanta reati per treni ritardati

di Luca Marola

Gran clamore per un’inchiesta che sembra tutto fuorché un’inchiesta.

Il Procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino, dopo essere uscito scornato solo pochi mesi fa da un processo in cui pretendeva di “fare giurisprudenza” sulla mia pellaccia inventandosi il fanta reato di detenzione e spaccio di una droga che non droga (e quindi non è droga), solo perché era tanta, e volendomi negare le attenuanti perché ho attaccato un adesivo su un palo della luce in cui c’era scritto “la marijuana non fa niente, speriamo non si annoi”, si è appena inventato nuovi fantasmagorici reati.

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