A cosa serve un assessorato alla Pace se si fa la fiera delle armi?

da Potere al Popolo Parma

Siamo stupiti e ci sentiamo presi in giro dalle parole dell’assessore alla Pace (!) Jacopozzi, che si è spinta a farsi fotografare in un presidio contro il riarmo parlando del grande successo del regolamento di EOS a Parma, che sarebbe stata una manifestazione inerente esclusivamente la caccia e la pesca e non avrebbe promosso la cultura delle armi, in particolare verso i minori. Crediamo che Jacopozzi invece di farsi scattare una foto in Piazza Garibaldi avrebbe fatto meglio a verificare di persona alle Fiere cosa stava succedendo. Come i video e le immagini che stanno circolando in rete grazie a XR Parma, che ha effettuato un’azione dimostrativa a EOS, si possono vedere quali “risultati eccezionali” siano stati raggiunti grazie al lavoro del Comune…

Crediamo non ci sia nemmeno necessità di commentare. Chiediamo invece all’assessorato alla pace e alla giunta come concilia l’impegno per la pace con la presenza di un fornitore dell’IDF, Sig Sauer, alla fiera, o come si concilia l’impegno per la pace con il ruolo svolto da Beretta nella vendita di armi in Cisgiordania, oggi annessa di fatto da Israele e sottoposta alla violenza sistematica dei coloni. Non una parola. Ci saremmo aspettati almeno un silenzio riflessivo, anche per rispetto nei confronti di chi ha svolto il compito di controllo che invece avrebbe dovuto operare il Comune: nell’incontro imbarazzante tenutosi al Toscanini il mese scorso era evidente che né il vicesindaco Lavagetto, nè Jacopozzi sapessero di cosa si stesse parlando. Ci chiediamo come sia possibile che degli amministratori pubblici non facciano nemmeno una ricerca su google per capire come affrontare le domande di una parte della cittadinanza su una manifestazione che è addirittura co-organizzata da un ente partecipato dal Comune.

Dal momento che è una giunta che, almeno nelle intenzioni, vuole operare “in coerenza con la sua visione politica di ricerca della Pace e del disarmo e della condanna della guerra- come recita art. 11 Costituzione-” a nessuno è venuto in mente che poteva essere un problema ospitare la più grande esposizione europea di armi leggere rivolta al pubblico, che si sposta da una città all’altra inseguita dalle contestazioni e che ospita fornitori ufficiali dell’IDF, tra gli altri. Se non fa questo, l’assessorato alla Pace cosa fa di preciso?

Riteniamo che sia gravissimo che il Comune, che detiene il 16% delle quote di fiere non abbia alzato nemmeno un sopracciglio, non abbia fatto un fiato: evidentemente la condanna della guerra vale fino a un certo punto, fino a quando non è economicamente conveniente. Chiediamo che Jacopozzi dia spiegazioni alla città rispetto a quanto andato in scena a Fiere di Parma, possibilmente reperendo informazioni attendibili e non enunciando dichiarazioni di principio. Un assessorato alla Pace è incompatibile con la fiera delle armi, per questo riteniamo che l’amministrazione debba fare una scelta: o un impegno per la Pace o assumersi la responsabilità di concedere una vetrina a chi specula sulla guerra e sul genocidio. O una o l’altra. Che siano i cittadini a dover spiegare questo concetto elementare all’assessore alla Pace riteniamo sia una sentenza sull’utilità di questa figura.

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Dal 24 al 29 marzo, una serie di iniziative contro la “fiera delle armi”. E sabato 28 un corteo cittadino

da Coordinamento contro la Fiera delle armi

In vista della manifestazione European Outdoor Show, in programma alle Fiere di Parma da sabato 28 a lunedì 30 marzo, un coordinamento di associazioni, gruppi e singoli cittadini lancia una serie di iniziative per contrastare la “Fiera delle armi” e ottenere la sua cancellazione, a partire dal prossimo anno.

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No alla fiera delle armi! Una manifestazione a Parma il 28 marzo

di Potere al popolo Parma

In pochi ormai si ostinano a credere alle guerre che esportano la democrazia, Trump lo ha detto chiaramente, in Venezuela e in Iran per il petrolio. Non è certo una novità ma il fatto che non si senta nemmeno più il bisogno di giustificare in un qualche modo l’uso della forza, significa che siamo in un momento in cui la legge del più forte sostituisce la giustizia. Siamo in guerra per permettere l’arricchimento di un pugno di magnati e delle reti clientelari che li sostengono, ci mettono in bella mostra nemici mostruosi, dittatori sanguinari, terroristi, per indurre paura e convincerci che occorre spendere i soldi in armamenti invece che in sanità e scuola.

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