Quelli che i 21 denunciati… “criminali”, “inopportuni”, “imprudenti”

La redazione

In città si discute da diversi giorni delle 21 denunce che hanno colpito alcuni dei partecipanti al corteo del 1° ottobre scorso. Quella sera, come in tante altre città, c’è stata una manifestazione spontanea contro l’assalto delle forze israeliane alla Global Sumud Flotilla, l’arresto del suo equipaggio e il sequestro di medicine e alimenti destinati alla popolazione palestinese stremata.

Alla manifestazione, che dall’Oltretorrente si è diretta prima in centro storico e poi alla stazione, si sono aggregate “più di 1500 persone” (secondo i giornalisti presenti)[1]. Un corteo pacifico ma profondamente indignato non solo per l’aggressione alla Flotilla ma anche per i due anni di bombardamenti su Gaza che hanno fatto 72 mila vittime, per la maggior parte donne e bambini. Un corteo che aveva come obiettivo quello di spingere il governo Meloni ad attivarsi per fermare il genocidio, bloccare l’invio di armi e di ogni altro supporto al governo di Netanyahu.

Per questo, dunque, dicevamo, la Procura ha denunciato 21 persone e in città si è scatenato il dibattito[2]

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Antonio Gramsci, un intellettuale organico. A febbraio un corso, in quattro lezioni, della Libera Università del Sapere Critico

di Centro studi movimenti

Murale di Jorit su un caseggiato popolare dell’Isolotto a Firenze, 2020.

Considerato uno dei grandi pensatori politici del Novecento, Antonio Gramsci è studiato e discusso in università e istituti di ricerca di tutto il mondo, mentre in Italia da almeno un trentennio la sua figura e le sue teorie sono marginalizzate in ambienti accademici limitati. Una damnatio memoriae determinata dal clima anticomunista che ha segnato gran parte della nostra classe dirigente e lo ho condannato a essere vuota icona della sinistra progressista. Già perché Gramsci, oltre a essere stato uno straordinario intellettuale marxista, fu un dirigente del movimento operaio, prima nelle file del Partito socialista e poi, dal 1921, di quello comunista. Massimo esponente del Pcd’I dal 1924 al 1926, fu arrestato dalla polizia fascista e detenuto in carcere e, poi, ridotto in fin di vita, in una clinica privata, dove morì nell’aprile 1937.

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La lotta Gkn a Parma: “Il 18 settembre a Firenze manifestiamo per i diritti di tutti i lavoratori” (VIDEO)

di Redazione

Un estratto dell’incontro con il collettivo di fabbrica dei lavoratori Gkn che si è tenuto al Parco Bizzozero di Parma (10/09/2021), in vista della manifestazione nazionale a Firenze indetta dallo stesso collettivo e prevista per il 18 settembre. Introduce Andrea Bui, per il collettivo parla Dario Salvetti (delegato Rsu di Gkn), infine interviene Cristina Quintavalla.
(Riprese e montaggio di Gabriele Signani) Continue reading “La lotta Gkn a Parma: “Il 18 settembre a Firenze manifestiamo per i diritti di tutti i lavoratori” (VIDEO)”